il libro dei sogni13 December 2005 11.55

ancora?
malgrado tutto il dolore ancora non riesco a staccarmi dai tuoi occhi mentre salgo le scale che ti girano intorno, come fossi in volo, sopra di te, con il cuore sospeso al secondo piano, un pizzico di vertigine piacevole e il tuo sguardo dolce che mi segue e non mi fa cadere.

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ma siamo davvero noi? non basta raddrizzare qualche stella, anche se è quasi natale. mi fermo a riflettere chiusa in una cameretta spoglia, come ci si chiude nel bagno del locale mentre la musica rimbomba e c’è la fila di ragazze fuori, fai la pipì e ti guardi nello specchio un attimo di più. Questo posto grigio e polveroso sembra un casermone delle colonie, due uomini fanno l’amore nella stanza accanto. è solo una prova, il ragazzo non credeva gli sarebbe piaciuto, ma a quanto pare è una prova riuscita e io sorrido.

Prima c’erano delle onde terribili, acqua a forma di parallelepipedo, si alzavano in aria prosciugando il lago e dopo mezzo giro si schiantavano sull’enorme diga. Però ora che ci penso il lago era dalla parte sbagliata. Io e i miei amici guardavamo atterriti dalle finestre e non so se mi facesse più paura l’acqua-parallelepipedo o l’enorme diga.

il quadernetto dei pensieri12 December 2005 18.19

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il libro dei sogni 17.21

in via XX settembre un palazzo sconosciuto che nasconde un’intera città, tengo fra le mani la mappa, sarà certamente un regalo gradito per mio padre, ma quella è solo una fotocopia, bisogna trovare il libro vero e non sarà semplice.

al risveglio la prima cosa che faccio è guardarmi il palmo della mano.

Zone desertiche dove non sono mai stata e non ho idea di come possa essere, città polverose e assolate viste da un ponte. è un ponte di terra gialla e friabile, io pancia a terra mi trascino sul bordo e fisso dei piòli come guard rail per i camion che passano (sono come i segnalini della battaglia navale, solo alti una spanna) …ho qualche dubbio che serva davvero.
osservo la mia sacca e mi chiedo se ho preso davvero tutte le cose importanti, se davvero tutte le cose preziose di una principessa (e della mia vita) possono essere in quella tracolla anonima e strapazzata. poi mi ricordo di una cosa bella che di sicuro non ho dimenticato e sono più serena.
pennarelli e biglietti fra le mani, a forza di scrivere messaggi le parole mi si sono attaccate sul palmo, una grafia perfetta e svolazzante decora la mia mano. resto per un po’ ad osservarla mentre le ruote dei camion mi passano affianco. vorrei fotografarla ma non ci riesco. vorrei vorrei ma c’è sempre qualcosa che me lo impedisce.

la prossima volta vedrò di tenere la macchina sul comodino…

il quadernetto dei pensieri6 December 2005 18.12

caneborsa: ancora mi porto in giro quelle tre candeline rosa nella pancia
Tiz: beh, non sono neanche le uniche…

La serata cola a picco e mentre dico che si può salvare tutti mollano la presa e io allungo la mia mano inutilmente

non ci sono neppure le scie bianche dei razzi
solo buio intorno mentre ti vedo sempre più lontano
tutto è scuro, come i tuoi occhi, belli e distanti.

Così a casa
- le candeline di scorta (metti che il festeggiato non ci ha pensato, “mica si può perdere l’occasione per esprimere un desiderio”)
- la stellina per la tua guancia
- il sacchettino con i coriandoli speciali
- lo spray anti-maldigola che poteva servire
ci metterò un po’ prima di riuscire a metterle tutte al loro posto, anche perché adesso, quale diamine sarà il loro posto?


la spilletta a forma di torta indossata per la prima volta, chissà se avrà mai una seconda possibilità