dolce Bruno, se tu mi fossi venuto a trovare sarebbe stato così bello!
dove si sarebbero appoggiati i tuoi occhi?

sulla porta ti avrebbero accolto esili farfalle dorate e uno sguardo timido, poi magari avresti notato le stelle sul pavimento, il bellissimo bouquet di rose arancioni che mi è stato regalato e, sopra il caminetto, il mio presepe molto speciale

probabilmente saremmo usciti a fare due passi. Il viale dei pini è uno dei luoghi storici della mia infanzia, anche se adesso è un po’ abbandonato. Il cancello è sempre chiuso ma ci si entra da un sacco di posti. Il buco nella rete è ovviamente quello più suggestivo. Ma anche il cancello ha la sua storia, ed è quella di una *visione* con la neve e un sogno dolcissimo, chissà se sarei riuscita a raccontartelo…

poi c’è la chiesetta, magari tu avresti letto l’iscrizione, e io mi sarei chiesta con un po’ di apprensione “chissà cosa scriverebbero di me”

dopo aver raccolto qualche rosa di legno, ecco che si esce dall’ombra dei pini e l’orizzonte lineare ci mostra gentile i suoi colori più dolci, verso il tramonto l’azzurro e il rosa si mescolano delicatamente e c’è una luce perfetta per camminare fianco a fianco.

magari avremmo scoperto qualche luogo nuovo, celata nel canneto una stanza con volta a botte e vista sul tramonto

(qui avrei dovuto disegnarci la panchina)
…ma vedi senza di te che colori sbiaditi!
le rose si sfaldano, gli alberi sono ingrigiti e i sentieri appaiono inquietanti alle prime ombre della sera… se fossi venuto a trovarmi di certo ci sarebbe stato un tramonto infuocato da guardare con stupore!
e un po’ di rossore sarebbe rimasto sulle nostre guance
e ne avremmo riso camminando lungo il muro di sassi e scendendo i gradoni verdi del prato inzaccherandoci le scarpe…
A casa, un saluto al gatto in cucina, un the caldo nelle tazze più belle. Magari avresti guardato fuori, i ciclamini dell’anno scorso miracolosamente rifioriti e gli ultimi scampoli di neve in giardino, prima di perderti tra i tanti ricordi, foto in bianco e nero e agende variopinte

chissà
e invece Natale è già passato, l’ultima neve è ormai sciolta, e io ti aspetto ancora
C’è la luna sui tetti e c’è la notte per strada
le ragazze ritornano in tram
ci scommetto che nevica, tra due giorni Natale
ci scommetto dal freddo che fa.
E da dietro la porta sento uno che sale
ma si ferma due piani più giù
un peccato davvero ma io già lo sapevo
che comunque non potevi esser tu
E tu scrivimi, scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che fai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi, che dormi e che sogni che fai.
E tu scrivimi, scrivimi per il bene che conti
per i conti che non tornano mai
se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso
quell’allegra tristezza che ci hai
Qui la gente va veloce ed il tempo corre piano
come un treno dentro a una galleria
tra due giorni è Natale e non va bene e non va male
buonanotte torna presto e così sia.
E tu scrivimi, scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che fai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi, che dormi e che sogni che fai.
(Francesco De Gregori)