il quadernetto dei pensieri28 February 2006 13.13

oggi davvero vorrei abitare in un mondo tintinnante di cristalli e piccoli arcobaleni

Nei sogni non è facile dare il nome giusto alle cose, il vero volto alle persone
baci qualcuno e non sai bene chi fosse
è quella persona ma ha un altro viso, e quel viso ha un altro nome, e quel nome ha altri occhi. O forse è solo un’idea irreale, inutile ostinarsi a mettere insieme i pezzi
i baci di uno sconosciuto sarebbero molto più semplici

…ma su tutti i dubbi prevale quella sensazione di *dolcezza assoluta* che solo in rari momenti avvolge la vita reale, quando la mente si perde e si abbandona in territori inesplorati, caramello da leccare a carponi
o l’istante in cui scendi le scale e il profumo dalla cucina ti stringe il cuore
e non è che sia propriamente il potere della torta salata

il quadernetto dei pensieri22 February 2006 13.10

vai nel reparto cardiologia pensando di far visita ad un amico e ti ritrovi ricoverata.
Niente di grave, solo un controllo. E’ che a volte ci si preoccupa delle cose sbagliate.

Il piccolo mazzolino di fiori era per te ma lo tengo io. Lo metto qui sul comodino di questa stanza bianca, aspetto che sparisca.
Ogni tanto apro gli occhi e vedo che c’è ancora, i colori intatti e un profumo appena accennato

il libro dei sogni8 February 2006 19.56

Pic-nic appena fuori dell’aeroporto.
Seduti su una zolla di muschio, cespugli e edera come riparo e un rivoletto d’acqua che scorre vicino ai nostri piedi.
La rotonda però la facevo al contrario, da sola, nella mia macchina nuova.
Dev’essere un vizio dei sogni ribaltare le cose.

il quadernetto dei pensieri7 February 2006 16.55

e adesso che ho messo a posto tutte quelle piccole frasi
data e ora, minuti e secondi. tutto registrato. nel dubbio, non si cancella nulla.
Mi sento un po’ più tranquilla, è vero… si ma…

e adesso?
ho salvato le tue parole, ma non volevo perdere te

il quadernetto dei pensieri6 February 2006 15.20

ieri inauguravo le mie graziose scarpe nuove
ma non pensavo sarei andata così lontano!
sono stata via troppo tempo e di certo merito una punizione.

Tu invece sei sempre premuroso e ti preoccupi per me
- sembri triste
- io? mannò …triste?
nego e negando mi rendo conto che è vero, malgrado le guance arrossate e il cuore difficile da calmare.
E’ una tristezza lontana, come foschia che a poco a poco avvolge il paesaggio.

il quadernetto dei pensieri3 February 2006 17.00

dolce Bruno, se tu mi fossi venuto a trovare sarebbe stato così bello!
dove si sarebbero appoggiati i tuoi occhi?

sulla porta ti avrebbero accolto esili farfalle dorate e uno sguardo timido, poi magari avresti notato le stelle sul pavimento, il bellissimo bouquet di rose arancioni che mi è stato regalato e, sopra il caminetto, il mio presepe molto speciale

probabilmente saremmo usciti a fare due passi. Il viale dei pini è uno dei luoghi storici della mia infanzia, anche se adesso è un po’ abbandonato. Il cancello è sempre chiuso ma ci si entra da un sacco di posti. Il buco nella rete è ovviamente quello più suggestivo. Ma anche il cancello ha la sua storia, ed è quella di una *visione* con la neve e un sogno dolcissimo, chissà se sarei riuscita a raccontartelo…

poi c’è la chiesetta, magari tu avresti letto l’iscrizione, e io mi sarei chiesta con un po’ di apprensione “chissà cosa scriverebbero di me”

dopo aver raccolto qualche rosa di legno, ecco che si esce dall’ombra dei pini e l’orizzonte lineare ci mostra gentile i suoi colori più dolci, verso il tramonto l’azzurro e il rosa si mescolano delicatamente e c’è una luce perfetta per camminare fianco a fianco.

magari avremmo scoperto qualche luogo nuovo, celata nel canneto una stanza con volta a botte e vista sul tramonto


(qui avrei dovuto disegnarci la panchina)

…ma vedi senza di te che colori sbiaditi!
le rose si sfaldano, gli alberi sono ingrigiti e i sentieri appaiono inquietanti alle prime ombre della sera… se fossi venuto a trovarmi di certo ci sarebbe stato un tramonto infuocato da guardare con stupore!
e un po’ di rossore sarebbe rimasto sulle nostre guance
e ne avremmo riso camminando lungo il muro di sassi e scendendo i gradoni verdi del prato inzaccherandoci le scarpe…

A casa, un saluto al gatto in cucina, un the caldo nelle tazze più belle. Magari avresti guardato fuori, i ciclamini dell’anno scorso miracolosamente rifioriti e gli ultimi scampoli di neve in giardino, prima di perderti tra i tanti ricordi, foto in bianco e nero e agende variopinte

chissà

e invece Natale è già passato, l’ultima neve è ormai sciolta, e io ti aspetto ancora


C’è la luna sui tetti e c’è la notte per strada
le ragazze ritornano in tram
ci scommetto che nevica, tra due giorni Natale
ci scommetto dal freddo che fa.
E da dietro la porta sento uno che sale
ma si ferma due piani più giù
un peccato davvero ma io già lo sapevo
che comunque non potevi esser tu
E tu scrivimi, scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che fai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi, che dormi e che sogni che fai.
E tu scrivimi, scrivimi per il bene che conti
per i conti che non tornano mai
se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso
quell’allegra tristezza che ci hai
Qui la gente va veloce ed il tempo corre piano
come un treno dentro a una galleria
tra due giorni è Natale e non va bene e non va male
buonanotte torna presto e così sia.
E tu scrivimi, scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che fai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi, che dormi e che sogni che fai.

(Francesco De Gregori)