“sesso e paesaggio” come quel vecchio progetto. accompagnami con una mano sulla vita, tienimi come fossi finissima porcellana. La pelle della mia schiena non vede l’ora di rivedere il sole. un dolce declivio in bianco e nero.
leggo e rileggo. parole scelte con cura o innata maestria. leggo a voce alta ed è come se acquistassero consistenza, se potessi sentirne sulla lingua il sapore.
nessuna ditata sullo specchio, solo le sue dita nella mia bocca, molte le impronte nei miei pensieri. spero non ci sia nessun delitto, troppo disordine là dentro, meglio non indagare.
La giornata è luminosa ma camminiamo in stanze chiuse verniciate di rosa carico. Sbircio sotto le gonne delle signore dal pavimento lucido (ma solo per provare, mica si vedeva niente). la quotidianità intrigante, malgrado le pose ricercate alle pareti. o forse è solo un gioco di riflessi, una rete bianca nella notte deserta, due donne sull’erba sotto rami intrecciati, il vialetto di quel film da rivedere, le perle che scendono sul seno e i bicchieri di vino scuro.
la colonna sonora era perfetta, non mi sarei stupita di trovare, nell’ultima sala, un banchetto in penombra e figure seminude. invece quei ragazzi chiacchierano fastidiosamente per coprire il loro imbarazzo.
e tu l’hai letta così bene quella maglietta che dovrai assolutamente rimetterla per darmi la scusa di fartela recitare.
michele è un angelo che veglia su di me. mi preserva dai pericoli e da ogni male
la bella stagione inizia a milano
prendi un taxi e mi raggiungi? il cielo è azzurrissimo e tutto dice “primavera” anche se non c’è nessun fiore intorno. dove sei ora? c’è un coro d’angeli solo per noi, possiamo camminare lentissimamente sotto le alte vetrate e poi uscire che è già buio. il duomo di notte e ogni cosa che vedo avrei voluto vederla con te, fianco a fianco senza neppure sfiorarci. oppure da sola, e poi incontrarti per caso.
mica serviva parlare. mica serviva fuggire.
ti prendo la mano, ti tengo vicino. nessuno si dovrebbe preoccupare, siamo solo in una bolla di sapone.
esci dalla camera che hai ancora un piede nel mondo dei sogni, i discorsi non combaciano. Cammini scalza, vorresti abbracciarlo, e lui ti dice che il pavimento è sporco.
la cosa migliore sarebbe non parlare e tornare a rannicchiarsi fra le lenzuola stropicciate… ma quali, quelle bianche della colonia estiva? fiori su quadri azzurre e verdi? o quelle blu scuro in cui ho dormito stanotte? resta da definire la fantasia della trapunta. Nel dubbio: caffè.
Svegliarsi non è facile anche quando il giorno è dolce e paziente.
ti sposavi, eri elegante e agitatissimo, alcuni amici intorno. Io cercavo di rassicurarti, un tocco per sistemare la cravattina e con un bacio sulla guancia ti dicevo piano “vedrai, andrà tutto bene” come una promessa.
scrivo messaggi dove nessuno li legge, che senso ha?
cartine sparse, promemoria inutili
eppure per molto tempo è stato così, perché dovrebbe cambiare ora
Molto meglio un bigliettino in una conchiglia o dentro un tulipano?
ma sono conchiglie da buttare a mare, tulipani che sfioriscono senza essere visti.
Sulla confezione delle fette biscottate c’è il suggerimento per imburrarle, da quando l’hanno messo? come quei due che fanno colazione.
- senti, voglio insegnarti tutto quello che so, non so… questo per esempio, e tu in cambio mi insegnerai quello che sai tu, va bene?
- si va bene
La scena è deliziosa, continua con uno scambio di bigliettini e si conclude con un cavatappi all’anulare sinistro.
Io però lo sapevo già da prima - una fetta sull’altra così non si rompono - ma ora non ricordo chi me l’ha insegnato.
Sabato sera ho tentato la cura del sonno, ma la cura del sonno è una falsa via di fuga. La strada è quella, e intorno solo bosco, non c’è modo di scappare. Le mani sulle ginocchia. Le ginocchia sporche, con i lividini come da bambina, mi spogliavi e mi mettevi il pigiama.
M-A-D. Tre porte rosse, come fosse il gioco delle tre carte, ma è un gioco truccato, un imbroglio. Ipotesi per una sceneggiatura folle mentre i palloncini colorati volteggiano nella penombra.
Inutile stare sui divanetti e sperare in una bella canzone. Continuo ad inciampare e allora tanto vale dormire.
.
.
.
A volte compare all’improvviso, ti prende per un braccio e senza troppa delicatezza ti trascina fuori di corsa.
come un arcobaleno appena fuori casa, meraviglia! lanci un urlo di gioia e chiami qualcuno, che mica te lo puoi tenere solo per te. Poi se c’è da andare a cercare la pentola d’oro è meglio essere in due!
altre volte arriva leggero - metto queste canzoni, così fai bei sogni - come per accarezzarti senza disturbare.
vorresti ringraziare e non riesci a dire niente e non serve parlare, non c’è più freddo, nulla da temere. ti puoi abbandonare nel sonno, ti circonda amorevole e non ti lascia scivolare via. l’amore.
dopo gli Insetti da Scacciare, le Patate Lesse e gli Attacchi di Sonno.
Non vorrei fare quella che si lamenta, ma almeno fammi competere con un Fitto Traffico di Messaggi!
Un Fitto Traffico di Messaggi sarebbe la salvezza per il mio amor proprio.
un minimo di amor proprio dovrei tenerlo da qualche parte, non ti pare?
C’è chi mi guarda con pietà e chi con pietà + rimprovero. poi abbiamo riso, certo. Quelle belle risate di quando sembra vacanza e invece sono solo venti minuti rubati al lavoro.
Così anche oggi niente sigarette. Un succo alla pera di quelli da ricreazione e niente sigarette.
Benedetta primavera.
cosa credi?
mi ricordo bene com’è desiderare la primavera e magari non da soli, e quel senso di fiducia respirando l’aria che sembra nuova di zecca
me lo ricordo così bene che a volte mi sembra di essere ancora lì, i gomiti appoggiati sul davanzale, mille attese nella testa e i primi fiori in giardino
l’estate è sempre un po’ più dolorosa
come quella notte in cui non riuscivo a dormire. strano regalo del destino capitare vicino al tuo letto
io non riesco a dormire. proprio non potrei. il mio braccio teso nel buio verso di te. sospeso nel vuoto.
avrebbe potuto congelarsi e staccarsi di netto. un tonfo sul pavimento e qualcuno che si sveglia di colpo.
così finiscono le divinità pagane. una statua di gesso con il braccio rotto.
e più nessuna traccia della leggera abbronzatura, del caldo dorato che ci avvolgeva, i rumori della campagna, la morbidezza della pelle.
Solo
freddo
gesso
bianco
e la forma delle spalle ben disegnata.
Invece al mattino nessun tonfo. I fiori in testa, una benedizione alla citronella e poi tutti in macchina. sorridenti.
già allora il the era “una faccenda troppo complicata”, ma io credevo fosse perché era un the con me. Va bene, non giochiamo più alle signore, la prossima volta ti becchi una birra. in lattina.
e basta salotto, tutti in garage, tra i brandelli delle prede del gatto. birra in lattina e gara di rutti.
io ovviamente mi trovo un altro impegno.
Tipo una festa di rane con pezzi di Shakespeare. Mica male!
Sento tornerà l’estate
tiepida di sole
sulle nostre lacrime
artemoltobuffa in macchina. Le nuvolette bianche in controluce nell’azzurro del cielo sono una boccata d’ossigeno troppo breve, oggi. Vorresti respirarne a pieni polmoni e invece è solo un sospiro prima di ricacciarti tra la luce artificiale.
Ti ricordi quella volta che andando al mare facevo collezione di nuvole? poi lo raccontavo a qualcuno ma non ricevevo risposta. Liv Tyler ci guardava dal finestrino e sembrava che gli unici colori rimasti sul pianeta fossero il verde, il bianco e l’azzurro.
Era l’estate scorsa? no no, quella prima… si ma insomma, cos’è quell’aria nostalgica? mica stai sfogliando i quaderni delle elementari!
E’ vero, però chissà perché mi viene in mente una bimbetta col frangione seduta su un trattore e qualche progetto sfumato. Certo che non sono io, mai avuto trattori.
ho letto la notizia buffa di un topo all’ufficio postale che di notte si mangia le spugnette per i bolli. Le spugnette per i bolli!
Assomiglia a un’altra simpatica storia di lettere rosicchiate, ma questa è una notizia vera, di un ufficio qui vicino, e anche se non è quello dove vado di solito, mi piace pensare che sia andata così per quel mio pacchettino disperso.
Quando la posta perde un pacchettino viene naturale immaginare che qualcuno se lo sia tenuto. Una lettera può anche andare persa, ma un pacchettino con adesivi e decori mica resta sul fondo dello scaffale…
e invece ecco svelato il mistero: la famiglia di un topolino si è mangiata il mio sanvalentino!
Messa così sembra persino una storia tenera.
…o era emblematica?
arriva alle spalle e appoggia pesantemente la testa sul mio collo, le sue labbra al mio orecchio “ho-bisogno-di-te”
una supplica o un ordine.
un sussurro che echeggia dentro di me e spazza via ogni altra cosa.
Da tanto tempo non vedevo i tuoi occhi chiari, non ci pensavo proprio, ed ora è come se ti avessi sempre aspettato.
Poi c’è anche luisa, di tanti anni più grande, innamorata di me. Ha una voce dolce e infantile che non è la sua e cerca sempre di starmi vicino. “Queste sono carine, le dovresti provare”. Mia sorella non capisce, io non dico niente ma non so come fare.

