il quadernetto dei pensieri27 April 2006 13.19

in questi giorni sono alle prese con una ragazzina arrampicata su un albero. la cosa mi preoccupa un po’ ma è anche stimolante, però lei dovrebbe essere “vivace e curiosa” e invece se ne sta da sola tra i rami, rannicchiata e sognante, mentre il mare scorre sotto…

se passasse san cristoforo probabilmente se la caricherebbe sulle spalle! sarebbero così carini assieme! il gigante di pietra scampato dal terremoto e la ragazzina appena tratteggiata che si stringe al suo collo… ***


il san cristoforo del duomo di gemona

il quadernetto dei pensieri 10.24

La tua mano sulla mia testa, un riparo sicuro sotto cui riposare.
Quella mattina eri così dolce, dolce e dolente. mi accarezzavi il viso e le guance come chi non vorrebbe andarsene mai, dici poche cose, incerto, ma le carezze non hanno dubbi, non hanno fine.
questa tenerezza traboccante invade dolcemente il mio risveglio, sleale, mi ruba dai sogni senza darmi il tempo di salutare.

il quadernetto dei pensieri25 April 2006 15.35

accidenti. dovevi solo mettere via un quadrifoglio, e quel grosso fumetto sembrava il luogo ideale. apri a caso e vedi loro due sull’albero, proprio quello che cercavi, ma invece di studiare l’immagine ti metti a leggere.
in piedi in cucina, con il quadrifoglio ben stretto tra pollice e indice, perché le foglie prendano una buona posizione. ma ormai non sai più cos’hai tra le dita. il corpo immobile, la testa e il cuore non sono più qui
…le promesse che hai fatto
e quelle che non puoi fare
quei due abbracciati sul letto
una storia che non ha futuro

e le timide lacrimucce infantili non bastano a liberarti. sono solo una minima parte di quel mare disperato che a volte si agita dentro.

Accarezzo la carta e vedo la mia mano, come non fosse mia, come non fosse in questa stanza. Ritorno a poco a poco, dalla punta delle dita.
Stai a vedere che questi quadrifogli funzionano davvero…
Mi annuso le mani, ora sanno di prato.

Sai, a volte ti guardo con nostalgia, anche se sei ancora qui con me

il quadernetto dei pensieri23 April 2006 19.33

si annuncia una primavera piuttosto buia…

oppure non so, che ci faccio con questa frangia?

il quadernetto dei pensieri18 April 2006 14.49

oggi malumore gratis e le chiavi di casa ricoperte di cioccolato.
Ci sono cose che sai benissimo eppure decidi di ignorare, come l’alto potenziale di pericolo degli ovetti nella borsa.
Ma per uscire da certe situazioni (o rientrare nella realtà) più che le chiavi di casa dicono sia utile un quadrifoglio.
Ci ho ripensato venerdì pomeriggio notando, tra le piastre appena fuori dalla porta, una coraggiosa piantina di trifoglio che ne ha ben quattro! ho subito pensato a chi li potevo regalare, ma ora quasi quasi li tengo tutti per me…

il libro dei sogni 11.37

stanotte ho ricevuto un sms: “ho altre cose a cui pensare”

il quadernetto dei pensieri17 April 2006 11.31

questa volta ero nella fila a sinistra e il prete dev’essersi messo un po’ più in basso del solito, così ho potuto baciare qualcosa di diverso dal tipico ginocchio. naturale sarebbe stato un bacio sulla guancia, ma avrei dovuto inclinare la testa in una posizione troppo forzata, così le mie labbra si sono appoggiate semplicemente sul petto, vicino alla ferita del costato. proprio dove colava giù il sangue dipinto. mi è parso appropriato e per un attimo mi sono emozionata

poi ci sono indizi che non combaciano
e un regalo tutto da esplorare

grazie, le rose sono molto belle

il quadernetto dei pensieri13 April 2006 15.06

e mentre lui si ingozza con quel cavolo di pasta, lei distesa sul letto si augura di imparare alla svelta a non telefonargli. Tutte le cose che pensava di dirgli adesso vorrebbe poterle strappare in mille pezzetti, disperderle, prenderle a calci sul pavimento, disfarsene in qualche modo. Piange, ma questo la fa solo sentire più stupida.
Scende giù e riaccende l’acqua, ci butta le mezze maniche, legge sul sacchetto “14 minuti” e poi esce in giardino. L’erba lepre è germogliata, ma sarebbe anche ora di togliere tutti quei rametti vecchi e secchi.

il quadernetto dei pensieri, il libro dei sogni10 April 2006 17.39

La bella estate porta brutti sogni, però c’era anche il dr robert che mi mandava delle fotocopie. Non capivo se le dovevo studiare o tenere per ricordo. Nel dubbio facevo entrambe le cose, osservando divertita la sua scrittura mutevole negli appunti a margine (molto graziosi certi svolazzi sottili color amaranto) e i vari segni di correzione.

forse perché ho rivisto la stellina di carta nascosta in una giacca che per un po’ era rimasta a casa mia insieme a certi interessanti scatoloni pieni di appunti e dispense tra cui una pagina su la casa del sonno che avevo fotocopiato prima di restituire?
mica c’entra nulla
sicuramente il sogno si riferiva ai testi che avrei dovuto rivedere nel fine settimana… niente di più niente di meno

Ps: rileggendo trovo ben tre libri, due canzoni e un film. Se non fosse fin troppo facile individuare i riferimenti metterei in palio la fotocopia della fotocopia personalizzata con i pastelli. Un vero pezzo da collezione!

il libro dei sogni8 April 2006 18.33

il vigile controlla la strada e il passaggio a livello, lo sguardo passivo come davanti al televisore. la casa all’incrocio è in fiamme, nessuno sembra accorgersene, neppure lui. gli strattono la manica della giacca, come fanno i bambini, e poi indico l’incendio, come fossimo in mezzo al caos e non si riuscisse a parlare.
sotto l’incrocio c’è un enorme parcheggio, che però è il rifugio dell’uomo ragno. lo vedo passare, veloce, si tiene ai tubi del soffitto. c’è anche un guardiano che riposa in una nicchia di cemento e purtroppo lo dobbiamo svegliare. penso che la nicchia sia un’ottima soluzione per sfruttare bene lo spazio.
ora posso andarmene ma c’è il solito problema: attraversare la strada / attraversare l’incrocio / non avere i mezzi adatti per farlo e quindi rischiare di morire / sbagliare corsia / non arrivare in tempo.
e quelle navi giganti di cemento? mi mettono una tale ansia, non so mai se salgo su quella giusta e spero sempre di incontrare qualche faccia amica. ma al massimo trovo dei conoscenti, mai le persone che mi stanno a cuore. e ci fosse una volta che partono… finisce sempre che me ne sto lì seduta in mezzo al grigio, tutta preoccupata, e aspetto.

il libro dei sogni7 April 2006 11.32

era una specie di fiera, con stand di libri, magliette… in una villa di campagna, molto spazio all’aperto, viuzze di sassi e negozietti nel vicino centro storico. Ci sono varie persone che conosco, me ne vado in giro tranquilla sotto il sole, in un negozio ci sono delle magliette nere con la mia immagine stilizzata a due colori, nero, fuxia e qualche tocco di bianco, come fossi una rockstar, ma chiaramente è lo scherzo di alcuni amici. La frangia fuxia però ce l’ho, nella versione pinkparty. Ascolto qualche conferenza, tu sei là in giro, parli con la mia amica, e ci incrociamo appena…

Più tardi la vedo seduta sui gradini di un negozio che chiacchiera con altre persone. Le chiedo allarmata dove sei “è andato via, ma non ti ha salutato?” allora come presa dal panico vado verso il cancello sperando di raggiungerti e intanto ti telefono. Sei già in viaggio, è una telefonata struggente, mi spieghi tante cose, cose importanti che ascolto con attenzione per ricordarle e capire meglio. Sembri arrabbiato ma non con me, più che altro amareggiato. A volte qualche parola la perdo, maledetti cellulari, me ne sto con la faccia appiccicata al telefono, avrei voluto esserti d’aiuto ma mi rendo conto che invece sono un ostacolo alla tua felicità. Singhiozzo, mi dici “non è che adesso sento le tue lacrime sulla mia guancia?”
perché anche se siamo al telefono è come fossimo vicini, mezzi abbracciati
- promettimi che non te ne andrai mai più via senza salutarmi
- te lo prometto
(ma che senso ha se è un addio?)
i cellulari ormai non ci sono più, la distanza si è smaterializzata e ce ne stiamo in piedi appoggiati uno all’altro.
Un po’ per scherzo mi lasci una moneta da due euro, penso “un soldino per i tuoi pensieri” e dico “questa la incornicio”

poi chiudo il telefono.
improvvisamente sola sulla strada polverosa.
guardo la moneta, e ora?

Nel sogno c’è un’intera giornata, ma io so esattamente di averlo fatto tra le 8.25 (quando lui è partito) e le 8.50 (quando ha telefonato per assicurarsi che fossi sveglia).
Se ci fosse qualche ricercatore interessato mi offrirei come cavia. mica per niente la casa del sonno è uno dei miei libri preferiti.

il quadernetto dei pensieri6 April 2006 19.46

il Signor Millerighe scrive: aveva due occhi bellissimi, con molti brillantini sparsi. Luccicava come la via lattea. Ho scoperto che era sposata (mi chiedevo cosa ci facesse in un backstage così fornito di super alcolici e con così tanti maschi sbronzi).

i complimenti fanno sempre piacere, anche se sono quelli di un ubriaco. Però questi ragazzetti indie si innamorano con niente, già quella sera ho cercato di spiegarglielo “guarda che è solo per i brillantini. Li vendono in cartoleria, puoi comprarli e farli provare alle tue amiche”.

più che altro mi preoccupa il mi chiedevo. cioè non è che poi a qualcuno viene in mente di fare una legge che vieta super alcolici e maschi sbronzi alle donne sposate, vero?

il quadernetto dei pensieri5 April 2006 19.07

La frutta che lui aveva preso per te ha fatto in tempo a marcire
l’ho tenuta in frigo ma non è bastato
e poi anche dopo, non trovavo il coraggio, di tanto in tanto osservavo la muffa, un po’ come si fissa la lavatrice.

Mia mamma non ha mai avuto la lavatrice con l’oblò, sempre carica dall’alto. Ora invece posso stare lunghissimi minuti accucciata davanti al cestello che gira.
Ma è tutto meno preoccupante di quello che sembra, per fortuna c’è chi mi chiama per cena.

il libro dei sogni3 April 2006 19.27

cammino lungo la stessa strada che facevo di ritorno da scuola, alle superiori. Solo un asciugamano addosso, è che sono sempre in ritardo. I capelli ancora bagnati e l’acqua nelle orecchie. Case che conosco a memoria ma ho visto solo da fuori e solo da quel lato. Incontro qualcuno, un amico che mi accompagna per un po’ e mi parla allegro e sorridente, i suoi capelli sono luminosi al sole, e poi verso sera il montanelli del film, che però è un esperto d’arte, gentile e affascinante. gruppetti di persone si ritrovano nei cortili, mi invitano a fermarmi con loro. sono tutti molto premurosi, ma io non posso, devo continuare il mio cammino.

il quadernetto dei pensieri 16.18

qui sopra l’acquario d’aprile che abbiamo inventato sabato (da notare il “pesse di nemo” nella versione grande, media, piccola, piccolissima “poi faccio un puntino che è uno ancora più picco-o” dice l’autore)
a fianco la primavera portata a forza dentro casa.

Ma quella che fa gli scherzi è proprio lei: dal secondo piano vedo l’erba punteggiata di bianco, subito mi rallegro *quante pratoline!* …per poi accorgermi che sono chicchi di grandine.
in effetti tanti fiorellini non si erano mai visti in quella sottospecie di giardino, però cazzo.

il quadernetto dei pensieri 12.03

Al mercatino c’era un piatto con delle farfalle meravigliose spiaccicate contro il vetro. Da lontano sembravano dipinte, da vicino mi davano un senso di angoscia, malgrado i colori incredibilmente luminosi, prigioniere paralizzate tra il cotone e il vetro.
E io che ti dico “la gente normale se le tiene strette le persone a cui tiene, anche a costo di farle soffocare” tu invece non metti sotto chiave nessuno dei miei pensieri.

Forse lo dovevamo comprare quel piatto, smontarlo e lasciarle sotto un albero.

il quadernetto dei pensieri2 April 2006 19.31

me ne potevo stare lì, con la giacca pesante malgrado il sole e la sciarpa ben legata intorno al collo. un po’ in disparte, come un appestato, a guardare lo scorrere incessante dell’acqua e vedere se piano piano tutto quel dramma scivolava via, accarezzato dalle alghe verdoline, sotto i ponticelli, insieme al mio raffreddore

Ricevere tre regali non basta a rimediare una giornata sbagliata
anche se sono tre regali proprio belli.
…forse perché la consolazione non è la felicità, anche se la consolazione è già qualcosa, o forse è la felicità a non essere così chiara, e non vorresti essere responsabile della felicità degli altri e magari neppure della tua e intanto ti confondi e non sai più qual è, ti giri e ti rigiri, annaspi, ti lasci andare e non sai più dove (diamine, queste alghe verdoline risultano più intricate di quanto sembrasse!)…

Un film, un libro e trenta schede per lo studio della calligrafia (torino, fine ottocento).

avrei voluto scoppiare a piangere, soprattutto per quelle schede eleganti, ingiallite e rosicchiate.
ma solo perché ho dormito male, ho mangiato poco, e continuo a tenere in mano questo bigliettino. il treno delle 18.12 lo perderò, ma quello delle 19.14 continua a bloccarmi il respiro.

[in realtà il libro non è un regalo, è un “prestito perpetuo”. ma questo lo rende ancora più speciale. l’unico problema è che non ho il coraggio di sottolineare]