Mi sveglio prima del solito “ciao ciao tesoro buon mare”. La responsabilità della giornata è tutta mia, dovrò agire con cautela, ma sono fiduciosa. Via il trucco dagli occhi, i denti lavati bene benissimo. Apro tutti i balconi, apro tutte le finestre. Luce e ossigeno in abbondanza. Niente TV, niente computer, niente canzoni. Alla larga demoni del male. Solo io, le cose da fare e i pensieri al mio fianco, ma a distanza di sicurezza.
Sistemo gli arcobaleni, colori senza spessore scivolano sulla parete. Mi chiedo quanto c’è di reale in un arcobaleno (luce, goccioline di umidità, bacchetta magica…?) e mi riprometto di cercare la risposta con google.
Il sole piano piano cambia posizione, un riflesso verde mi arriva sull’occhio. mi godo lentamente questo sabato del villaggio anche se domani è martedì, non c’è nessuna festa e io sono emozionata come se dovesse succedere qualcosa.

Sabato scorso non sapevo dove confinare la tristezza, poi ci sono vecchi amici da festeggiare e mica ti puoi nascondere sotto il tavolo. Molto meglio impossessarsi di improbabili occhiali da sole anni cinquanta e mettersi un foulard intorno alla testa. Tanto una decapottabile non ce l’ha nessuno e quindi mi lasceranno qui tranquilla con la tristezza nascosta. Poi però abbiamo anche riso, a volte gli amici degli amici sono irresistibilmente simpatici, e abbiamo conosciuto miss fragola! io e lui ce ne siamo subito invaghiti, così carina con le facce buffe e le guance da sbaciucchiare!
Comunque non è male l’idea di starsene sotto il tavolo, magari il prossimo carnevale faccio “il ragazzino disadattato”, quello che non parla con nessuno, esibisce qualche tic nervoso, poi se gli viene una crisi si rintana in un cantuccio come un animaletto.
Ma oggi no, oggi devi essere una brava ragazza responsabile che riesce a fare le cose da sola.
Quando sai di avere l’umore instabile devi stare attenta ad ogni mossa, anche la pausa-lavatrice può essere un momento cruciale. Sul pavimento diversi mucchietti divisi per categorie: blù, bianco, lana chiara, lana scura, azzurri… la scelta è fondamentale e dopo un primo momento di incertezza ecco l’illuminazione: il mucchietto *colori allegri*!

Non ci sono dubbi, è l’ideale. metti che più tardi il tuo buonumore avesse qualche cedimento, mica ti puoi trovare a dover stendere una noiosissima lavatrice bianca… sarebbe davvero un brutto colpo!
E dopo questa felice intuizione non mi sono potuta trattenere dall’immortalare alcuni dei momenti più intensi.





Le giornate ora sono lunghe e il buio non arriva mai…
ma allora se fuori c’è il sole cos’è tutto questo freddo che ho addosso?

E tu che torni dal mare e non mi porti neppure una conchiglia? o un legnetto, una fogliolina…


quando ho visto le foto, ho pensato che fosse un tutorial sull’uso della lavatrice… la lavatrice è un po’ un simbolo di questi ultimi tempi. un mezzo che è anche un fine. forse è ciò che sono le donne per me, in fondo. detto così però pare un po’ brutto, ma forse neanche tanto. è bello avere i vestiti puliti, e sentire il profumo dell’ammorbidente addosso. non è lo stesso che usava mia madre, e mi sembra il profumo di una persona in carne e ossa.
Comment by giorgio — 16 May 2006 @ 16.52