
piedi nudi sul cruscotto, canzoni da cantare, paesaggio che a poco a poco si appiattisce.
Sembrerebbe una giornata così spensierata. e invece è letteralmente il contrario, canzoni leggere con mille ricordi attaccati addosso.
il cielo, le nuvole, il verde rincorrersi dei filari inseguito dal mio sguardo e dal fluire incessante dei pensieri. vorresti poterne trattenere qualche pezzo ma è tutto in continuo movimento.
i ricordi ondeggiano senza posa, si allontanano e ritornano mentre andiamo verso il mare. impossibile lasciare tutto fuori dal finestrino.

Il pic-nic era il più fresco e colorato che abbiamo fatto: fragole, ciliegie, albicocche, pesche raggruppate nella plastica gialla. bellissimo. Poi c’erano le rotelle al salmone che facevano la parte del salato. anche loro molto carine, ma assolutamente troppo poco salate!
Doveva essere proprio il giorno della frutta, me ne sono resa conto solo sotto l’ombrellone: forcine con le fragole e ciliegie che girano intorno alle spalle.
cherry temptation. già già.

Ovviamente mi ero portata via da leggere. potevo scegliere tra tre cose. “Coraline” l’avevo comprato da tanto tempo ma non mi decidevo mai, temevo potesse farmi paura. qualsiasi cosa non può essere troppo impressionante in una bella giornata di sole a pancia in giù su un asciugamano, così l’ho iniziato.
mi piace questa ragazzina esploratrice che si fa coraggio stringendo un sassolino in tasca e sfida le sue paure.

Mentre ero al telefono guardavo la mia ombra sulla sabbia, poteva essere quella di quando avevo sei anni. a pensarci il mio look marino non è poi cambiato molto. codine, cappellino, frutta sui vestiti. e se resisto alla tentazione di farvi vedere la foto è solo per pigrizia.
ma anche in spiaggia l’aria è talmente zeppa che quasi ne senti il peso sulla testa, quando cantare non basta, dormire neppure e leggere solo un po’. ci vorrebbe un registratore dei pensieri. così stai tranquilla e non ci fai troppo caso, tanto resta tutto lì se ci vuoi tornare.

Così questa volta non ho raccolto conchiglie, non ho fatto la passeggiata, non ho toccato la sabbia (se non con i piedi). il mare però l’ho guardato, ma solo alla fine, perché me l’hai chiesto tu. dopo tutti quei sogni temevo che vedendomi mi saltasse addosso. invece no, ondine trasparenti e arietta fresca.
ok ok, adesso però basta mare, voglio tornare a casa!
ma non prima di un mega gelato alla nocciola e un giretto nel colorato centro storico. patatine e calamari da passeggio. rigorosamente salatissimi.

- ma come, non hai mai mangiato i calamari da passeggio?
- no…
- allora li dobbiamo assolutamente prendere!
all’epoca neppure avevo un’idea precisa su cosa fossero i calamari, e forse neanche mi erano piaciute più di tanto quelle strane patatine ad anello gusto pesce. però avevo fatto del mio meglio.
è così bello far conoscere cose nuove alle persone a cui si vuol bene.