Fiori sbagliati - ovvero - la commedia degli equivoci
qualche anno fa ho inviato dei fiori ad una persona che sapevo triste e rabbuiata.
era il sei giugno, cioè il sei del sei, cioè effe effe che tradizionalmente significa Fiori ai Fiori.
Quale occasione migliore?
All’epoca i messaggi d’amore viaggiavano via fax e la cosa più semplice era telefonare alla fioreria del suo paese, supplicare un po’ di fiducia e spedire i soldi in busta con una letterina gentile. Al telefono avevo fatto mille raccomandazioni, che gli iris fossero proprio blu “sì, va bene” non lilla o viola ma blu “non si preoccupi, li ho qui davanti” accompagnati da un bigliettino con l’unica dicitura “F.F.” che altro non c’era bisogno di dire.
e invece…
Quando ci siamo sentiti sembrava arrabbiato con il mondo intero. tra le altre cose mi ha raccontato di un fatto tremendo che gli era capitato e che gli aveva dato molto fastidio, aveva ricevuto dei fiori viola (viola??) e appena li aveva visti li aveva fatti a pezzi!
a pezzi!!!
io ovviamente non riuscivo più a spiccicare parola, avevo davanti agli occhi quei poveri iris martoriati ed era un po’ come stare al telefono con hannibal lectar.
un chiaro segnale che quella storia doveva finire.
un chiaro segnale che quella storia era già finita, nel caso non me ne fossi accorta.
poco importa se la sua rabbia non era rivolta a me ma alla tale F. F. (della quale ovviamente non conoscevo l’esistenza) che aveva l’ardire di tormentarlo, senza contare le sue ridicole superstizioni da “uomo di spettacolo”…
Da quella volta ci ho sempre pensato bene prima di mandare dei fiori a qualcuno…
ma forse non abbastanza.
comunque avrebbero dovuto essere così:

Ma non parlarmi di orchidee
Non mandarmi più orchidee
E non fidarti di me
Perché sai che io so che tu sai perché
(Sonica)
ps: ma i fioristi si rendono conto dei pasticci che combinano?

