Immaginavo sarebbe arrivato legato sopra il tetto della macchina, anche se sapevo che non poteva essere così. Più credibile pensarlo sul sedile dietro, magari un po’ in obliquo, come un parente che vai a prendere all’aeroporto, stanco del lungo viaggio. Invece con mia sorpresa era confezionato in una compatta scatola-valigetta.
e allora è come avere sette anni e la pista da montare, ginocchia sul pavimento impazienti di vedere come viene. alla fine i saltelli sono gli stessi del piccolo giovanni, il giorno prima, che scandiva con la voce cinguettante “monopattino! monopattino!”.
in fondo anche per noi quell’”albero germogliato” l’aveva portato san nicolò.

chi l’avrebbe mai detto
dubbi, dibattiti, pro e contro da valutare… mica facile.
a sentire “è un po’ da città” subito non se ne fa nulla che non te lo puoi proprio immaginare un albero “da città” in un tipico borgo di campagna, che se poi guarda fuori e vede tutto quel verde vero, cosa potrebbe pensare? magari si sentirebbe solo. unica pianta finta nel raggio di chilometri (fosse vero! le più insospettabili signore di campagna tengono fiori finti in entrata, sob!).
poi però a sentire quanto soffrirebbe un povero pino vero, chiuso in una stanza tiepida lui che è nato per le alte vette coperte di neve…
insomma, alla fine ho ceduto anch’io, ed è *albero di natale finto*
già pensarlo “di plastica” rende la cosa più accettabile. un tocco pop nell’atmosfera genuina del natale. perché a me la plastica sta simpatica (escludendo piatti e bicchieri) e mi racconto che in una casa si troverà più facilmente a suo agio, farà amicizia con qualche oggetto…
qualche oggetto? in effetti la prima cosa in plastica che mi viene in mente è lo scopino del bagno… non molto elegante, lo ammetto. è che a pensarci bene non c’è poi tutta questa plastica a casa mia.
in ogni caso credo che quei due potrebbero fare amicizia, in fondo appartengono entrambi alla stessa specie.
- ma ne sei sicura?
- beh, germogli, plastica…
- ma io sono un oggetto di design!
- avanti Merdolino, non fare lo snob.
Il mio albero di natale è alto un metro e cinquanta e ha cinquecentoventi rami. Prima di prenderlo me l’hanno descritto (al supermercato c’era anche “la gemma delle alpi” con le pigne attaccate ai rami con il fil di ferro, vabé la finzione, ma non esageriamo!) poi l’ho visto su internet e mi ha subito conquistato, aveva l’aria un po’ buffa che pensi “chissà se lo potrò abbracciare”. Dev’essere così che funzionano le agenzie matrimoniali.
L’abbiamo decorato in bianco, argento e blù. Ora è meno buffo e più sciccoso.
*** e quando appoggio la testa sul cuscino per dormire ho ancora negli occhi le lucine azzurre che vanno e vengono fra i suoi teneri rami fasulli.

(certo c’è anche il presepe. quello mini dell’anno scorso, ovvio. in più però ci sono le pecore di Nizza. quella volante è simpaticissima!)

