sabato notte il classico temporale estivo. all’improvviso tuoni e fulmini nel buio pesto delle colline. tu sospiri beato “è un’estate che non vuole finire” ma io sorrido diffidente “ma quale estate che non vuole finire, l’estate se n’è proprio andata, te lo dico io”. ognuno ha le sue ragioni, ognuno parla per sé.
spegni la luce per vedere meglio le saette che squarciano il buio, il finestrone ad arco ci regala una postazione invidiabile, la grandine sbatte contro il vetro e si accumula. quando fuori c’è una distesa bianca di ghiaccio mi decido a tornare a casa.
poi il giorno dopo sembra primavera, e ieri notte *pioggia di stelle*!

il suo messaggio è una benedizione, giro intorno a casa stringendomi nel giaccone, il naso in su per non perdere nessuna stella cadente. me l’immagino seduto fuori, in cima alla sua collina, con la volta celeste palpitante che riempie lo sguardo e avvolge l’animo. non sente neppure il freddo. vaglielo a spiegare tu che non è più agosto…