noi zitti sotto una copertina soffice di neve
e loro che ci passeggiano sopra nel buio

- Non respiri con me i teneri profumi della notte, oh con quanta dolcezza carezzano l’essere nostro, misteriosi vengono a noi nell’aria e nessuna domanda mi sale più alle labbra se mi abbandono al loro incanto. Ugual magia mi ha legato a te mia cara il giorno in cui il mio sguardo si posò su te la prima volta, seppi cioè che non avrei più domande senza risposta, i miei occhi t’avevano veduta e il mio cuore, il mio cuore aveva capito.
- Vedi, la poesia mi piace, sì, la capisco, non sento la mancanza della musica.
- Ma la poesia di Wagner vale per la sua musica e la sua musica vale per la sua poesia. L’una non può esistere senza l’altra e da questa portentosa fusione nasce un nuovo linguaggio che riesce a farsi intendere da tutti quanti, in ogni parte del mondo, da tutti quanti. Un linguaggio che può anche divulgare le idee! Io non so spiegarmi però io so, io so che il regalo più grande che si possa fare al popolo è quello di arricchire il suo spirito.
- Mon cousin, che cosa vuoi fare della tua Baviera, una nazione di musicisti?
- Vuoi prendermi in giro, sono cose importanti, almeno per me. A Wagner io debbo il coraggio e la fede diciamo di poter fare qualcosa nella vita, di poter essere utile a qualcuno nel mondo sia pure nel modesto ruolo di intermediario, debbo tutto ciò a lui, come debbo a te…
- Cos’è che mi devi?
- Ti devo la felicità di questi ultimi giorni, passati aspettando il momento di rivederti. Una così pura, completa felicità.
Prometti di aiutarmi sempre, di non abbandonarmi, vuoi?

- D’accordo. Sei un bambino Ludwig, anche un po’ pazzo. Lo siamo un po’ tutti in famiglia, me compresa, io ne sono convinta.
- Prometti che non mi lascerai mai, solo questo. Che potrò vederti se avrò bisogno di te, anche solo un momento, ma un momento che sia mio soltanto.

- D’accordo, sebbene non vedo come ciò possa avvenire dal momento che tu stai a Monaco e io a Vienna.
- Ti raggiungerò dovunque tu sia. Anche se non vieni mai a trovarmi io so che vai spesso a Posonov(?) vero? e d’ora in avanti senti io… ma io so quando tu devi venire, per il Tristano di Wagner, l’opera che abbiamo deciso di mettere in scena. Sono sei anni che aspetta, la farò rappresentare io, gliel’ho promesso. Tu devi vederla, è meravigliosa! Riuscirai a capire tutto ciò che ho cercato di dirti e ti farà capire anche me e che cosa mi è successo in questi pochi giorni. Poi starai un momento con me e mi dirai solo “ho capito”. Sai dove ti aspetterò? ti rammenti cinque anni fa, l’Isola delle Rose, la bandiera alta sul pennone significa “ti aspetto”, te lo ricordi? Vieni, devi prometterlo, Tristano è come un oceano di armoniosi suoni, nel quale si sprofonda come in un abbraccio.

il risveglio è dolce, come non avresti osato immaginare
Ti ringrazio per la felicità di questi giorni. Io ti aspetterò. Ti aspetterò anche se non me lo hai promesso.

