tempo fa ho ricevuto un grazioso segnalibro fatto apposta per me
ci sono le parole di una canzone che non ho mai ascoltato:
A volte potrai avermi con un fiore, a volte un fiore non ti basterà, a volte penserai di avermi chiuso in una stanza. Dammi le tue chiavi dolci, voglio farne una copia, voglio scrivere una lunga poesia per le tue braccia.
non so ancora per che libro lo userò, intanto fa bella mostra fra i rami dell’albero finto, insieme alla pecorella rosa e ai topolini innamorati che erano arrivati per posta l’anno scorso. i topolini li ho messi in un nido vero, verso l’interno dell’albero, nascosti come fidanzatini. infatti nessuno li nota e loro possono continuare a sbaciucchiarsi in pace. la gente non è abituata a curiosare fra i rami.

quella dei segnalibri è una faccenda seria, secondo me ogni libro dovrebbe avere il suo, anche se a me capita spesso di doverne improvvisare uno, però anche lì cerco di non scegliere a caso.
ad es. quest’estate leggevo “l’accademia dei sogni” e sono stata ben felice di usare come segnalibro lo scontrino di mc donald con il preziosissimo codice per il bagno. mi aveva colpito molto questa cosa, perché malgrado non mi piaccia quel cibo ho sempre apprezzato i loro bagni. a Nizza però, e probabilmente anche da altre parti, si sono attrezzati e per entrare in bagno devi digitare un codice, che è sullo scontrino. così i bagni li usano solo i clienti. mica scemi. certo l’idea di digitare un codice per fare la pipì quasi quasi mi fa venir voglia di andare dietro una siepe. non che io sia così pratica, e poi trovala tu una siepe in centro città…

il segnalibro che sto usando adesso invece l’ho comprato alle ferrovie dello stato, tre euro e ottantadue.
potevo farci un viaggio e invece ci leggo “un amore” di buzzati.
non vedo l’ora di finirlo! sto diventando claustrofobica. è uno di quei libri che ti tengono in ostaggio. arrivi ad un punto che non ne puoi più e vorresti liberartene, ma l’unico modo è andare fino in fondo. pensi di abbandonarlo ma sai che non ci riuscirai e invece ci torni sempre… malgrado l’ansia e i mille dubbi, continui ad aspettare una telefonata, annusi il suo cuscino e non ti dai pace. fino all’ultima pagina.