e non basta l’idea di un pacchettino da spedire, una storia buffa da inventare o gli alberelli bianchi che mi aspettano ogni mattina.
una sera al telefono tanto per farsi del male e tu che hai sempre tanta fretta di andare via. vorrei anch’io saper fuggire così e invece ritorno sempre negli stessi posti.
il giorno dopo ogni cosa è nera e neppure una linea di febbre a giustificare i brividi.

vado a zonzo con il satellite, l’immagine è di qualche anno fa però è piuttosto ravvicinata. c’è casa mia quando ci abitava qualcun altro e il paese è bellissimo, tutto appare più esteso. il tragitto di una passeggiata sembra così lungo e io oggi faccio passeggiate virtuali. da casa mia a casa dei miei e il viale alberato, la collina col vigneto, il campo con le sfumature e poi giù verso il ruscello, il bizzarro residuo di roccolo (che ora hanno ripulito e dipinto la torretta di rosso) e di ritorno a casa. poi un balzo indietro e su verso le montagne, per fortuna non sono quelle scoscese e piene di ombre. abito su territori dolci, ci puoi passare sopra senza troppi spaventi. così faccio una capatina in Cansiglio, le lame tra il verde omogeneo della piana, mi avvicino a quella macchia scura che certamente è il lamaraz.
poi di nuovo indietro, l’acqua della laguna mi fa sobbalzare e poi su verso Lignano, ha una forma così curiosa, ma noi di gite in barcone ne abbiamo fatte davvero poche. ogni estate un’overdose di castelli e stampini sotto l’ombrellone e giochi fino a sera.
basta un click e c’è una bella fetta di pianeta piatta sul mio monitor, fa una certa impressione. me ne vado a zonzo sfidando la vertigine, da casa mia a casa tua, per dove si va? mi perdo ma poi la trovo, anche se la via non è segnata. se le foto fossero aggiornate potrei controllare come sta il tuo giardino, di che colore è ora la chioma del liriodendro, se i tulipani sono fioriti malgrado il brutto tempo, se il giuggiolo è ancora lì anche se ha perso le caramelle…
e tu che un giardino non ce l’hai? hai messo almeno un fiore sul balcone? io credo non vivrei. come dice Rosa “ma come fai tutto il giorno in ufficio” a casa mangio con gli occhi verso le finestre, oppure vado direttamente fuori, una mano per il cibo e una per accarezzare i fiori.

ecco a cosa serve scrivere cose criptiche, basta mettere qui due frasi e mi sento già meglio. quasi quasi cambio il titolo del post, che poi non è neppure mio…
oggi sfrecciavo dall’ufficio a casa deviando per le stradine di campagna. se aggiornano quelle foto potreste vedermi passare, tra le viuzze immerse nel verde che canto sorridendo la malavita sotto gli occhi attenti dei satelliti.