sabato la perfetta serenità.
peonie opulente nel vaso blu e sul mio blocco degli schizzi
fiori a matita che prendono colore mentre prepari la cena e gli antipasti per il pranzo di domani
rumori tranquilli dalla cucina e petali leggeri che prendono a poco a poco colore e profondità
e il sabato pomeriggio diventa sera e la sera diventa notte, in silenzio
tutto è pronto per il giorno dopo, gli antipasti da assemblare e una coppia di fiori da regalare
poi succede che la mattina di pasquetta il Barometro di Tiz fa le bizze, la freccina cambia direzione irrequieta con tendenza al brutto tempo. fuori c’è il sole, qualche foto per distrarsi, qualche fiore per riprendersi. un libro neppure aperto, le chioccioline arrampicate in alto sui fili d’erba e il tipico pic-nic delizioso.
“quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve non fa rumore”
anche i petali scendono leggeri, e mi ritrovo il peso di questo tappeto chiaro. c’è chi non ne vuole sapere e chi se ne prende cura, anche senza preoccuparsi da dove arrivano i petali… ci cammina intorno paziente e ogni tanto ne porta via una manciata… certo non si possono fare rivoluzioni per un tappeto di petali, o portarlo via tutto in un colpo. un po’ il vento lo soffia via, un po’ la terra se lo riprende, un po’ lo perdi per strada mentre cammini tra i campi incolti del Terzo Paesaggio (vedi la fortuna di non essere un albero?)
in macchina apro gli occhi solo quando me lo dici tu.
la fascia giallo acido del primo campo di colza che incontriamo. un albero nero nero con i fiori bianchi stretto fra due strade… immagini selezionate solo per me, come le cartoline più belle per gli amici più cari
*immagini di repertorio*

Tanti saluti da Caorle

(quell’anno il Coniglio Pasquale si era preso una cotta per la Pecora Dolly)

