mi telefonava, non poteva venire più, ma poi mentre parlavamo l’ufficio era il mio letto e lei si era materializzata al mio fianco. oh che dolce sorpresa! qualcuno penserebbe ottima accoppiata la mora e la bionda, ma io non ho voglia di nessuna malizia, solo addormentarmi sorridendo appoggiata alla sua spalla.
invece non si riesce a stare tranquilli, è pur sempre un ufficio, in effetti. ad un tratto entri tu per farci delle foto, appena entri il sogno diventa a colori, hai un buffo costume coordinato al fazzoletto che porti in testa, fantasia a ciliegie rosse che spiccano nella penombra. ma io rivoglio il bianco e nero, assolutamente. puoi anche farci le foto ma devi far tornare tutto in bianco e nero!
poi sempre io e lei, sedute sul muretto della piazza che a quell’ora è una piscina. gambe a penzoloni verso l’acqua per tutto il pomeriggio, ma quando mi decido a fare il bagno è sera e l’hanno ritirata proprio sotto i miei piedi. saltare dal muretto allora è un po’ pericoloso. salto giù a piedi uniti sui cubetti di porfido del centro storico e ce ne torniamo verso casa.