nuvoloni bianchi enormi su fondo azzurrissimo a dirti quanto può essere grande il cielo
e fuori dal ristorante un tripudio di ortensie come nuvole rosa scese a terra.
Oggi va meglio di ieri, te lo volevo dire.
nuvoloni bianchi enormi su fondo azzurrissimo a dirti quanto può essere grande il cielo
e fuori dal ristorante un tripudio di ortensie come nuvole rosa scese a terra.
Oggi va meglio di ieri, te lo volevo dire.
mio fratello mi ha guardato un attimo più del solito
- che c’è?
- ah niente. oggi hai la maglietta bella.
- perché quella di ieri era brutta?
- beh…
quella di ieri è quella del signor cuscino
allora ho immaginato il signor cuscino con la bocca in giù, poverino.
colpa del nodo, del nodo che non sta annodato. si slega sempre! uffa. anche i nodi stretti strettissimi si disfano subito e neppure la vulcanizzazione ha funzionato… pioggia di stelline sul divano.
Il mio braccialetto dell’estate non ne vuole sapere, allora lo tengo assieme in una conchiglia. Stelle celesti e perline bianche in attesa di una soluzione.

sodi 2 uova mentre arrivo?
C’è l’arcobaleno!
20.38 27/06/2007
Ok. Dell’arcobaleno me ne porti a casa un pezzetto? *
20.50 27/06/2007
Camomilla la sera, caffè al mattino.

cinema! avanguardia!
(sogni strani, sonno irrequieto)
Desiderio. a volte capita, sì.
“volontà che tracima” mi piace molto. è proprio così, la corrente ti taglia le gambe e ti trascina. magari da fuori non sembra, il corpo riesci ancora a controllarlo, ma gli occhi no, gli occhi guardano come se volessero assaporare ogni millimetro di pelle, come volessero entrare nel nero delle sue pupille.
è questo che intendevi? non è semplice da descrivere, è davvero come se il desiderio si impossessasse del nostro sguardo.
(…)
ho ripensato a tanti momenti diversi, quando il desiderio traboccava dai miei occhi e io ancora non sapevo che nome dargli o quando sembrava allo stato puro, come gocciolasse da ogni cosa, vapore che copre vetri e specchi, avvolge la pelle, scavalca ragione e sentimento, invade l’aria di tutto l’appartamento, le strade, i bar, ogni angolo della città
(…)
più che rabbia o sofferenza è una sorta di fame, lo strazio e il nodo alla gola li vedo più collegati ai sentimenti… lì certo divento un tantinello drammatica… poi per fortuna le cose si intrecciano, il desiderio puro è raro e forse è meglio a piccole dosi, o mescolato ad altri ingredienti