Desiderio. a volte capita, sì.
“volontà che tracima” mi piace molto. è proprio così, la corrente ti taglia le gambe e ti trascina. magari da fuori non sembra, il corpo riesci ancora a controllarlo, ma gli occhi no, gli occhi guardano come se volessero assaporare ogni millimetro di pelle, come volessero entrare nel nero delle sue pupille.
è questo che intendevi? non è semplice da descrivere, è davvero come se il desiderio si impossessasse del nostro sguardo.
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ho ripensato a tanti momenti diversi, quando il desiderio traboccava dai miei occhi e io ancora non sapevo che nome dargli o quando sembrava allo stato puro, come gocciolasse da ogni cosa, vapore che copre vetri e specchi, avvolge la pelle, scavalca ragione e sentimento, invade l’aria di tutto l’appartamento, le strade, i bar, ogni angolo della città
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più che rabbia o sofferenza è una sorta di fame, lo strazio e il nodo alla gola li vedo più collegati ai sentimenti… lì certo divento un tantinello drammatica… poi per fortuna le cose si intrecciano, il desiderio puro è raro e forse è meglio a piccole dosi, o mescolato ad altri ingredienti