neppure mi telefoni e allora mentre sei al lavoro vado a trovare qualcuno, è solo e non sta molto bene, ma niente di grave, potrebbe essere una scusa per farsi coccolare.
dobbiamo anche sbrigare alcune faccende lavorative, la foto poco adatta di un ragazzo di colore, fai il razzista ma è solo per scherzo, ridiamo assieme ma mentre parliamo inizio a baciare lui. le imprevedibili riunioni di lavoro nella sala da pranzo dei miei. sono baci morbidi, sorridendo, labbra fresche come il primo gelato delle vacanze. fuori dal finestrone ninfee e fior di loto splendenti nella luce bianca dell’estate e tu in controluce, ci guardi un po’ interdetto “ma avete intenzione di continuare a lungo? scusate eh…” forse sei un po’ geloso anche se sai che è solo un gioco.
resta il problema della foto da impaginare, i testi piccoli da aggiungere che non si leggono.
verso sera nel cortile della scuola media c’è un concorso, un concorso improvvisato o di cui mi ero dimenticata, per fortuna ho in borsa mascara e matita nera. la matita avrebbe bisogno di una temperata, riesco a malapena a farci qualcosa, altro che Trucco da Procione. Il mascara incurvante invece dà grande soddisfazione e mi osservo con delle ciglia spaventose come quelle degli spot. sono senza occhiali e ci vedo benissimo.
poi devo andare in bagno, una ragazza strafiga mi cede gentilmente il posto. credo sia una modella, ha gambe lunghe e capelli lisci miele scuro che risplendono ad ogni movimento. il bagno è senza porta, nascosto alla fine di un piccolo corridoio a chiocciola, come quella doccia di design. poi però quella cretina mi spia dall’alto, io cerco di picchiarla con il mio portatile e lei scappa via ridacchiando. uffa, la pipì ancora da fare… e va bene, mi alzo!