e così confonderò l’azzurro della matita con il turchese dell’acqua stropicciata e il fondale chiaro con il colore del tuo sguardo, il riflesso delle onde con quello della mia tipica gonna da vacanza in tinta con il pareo a righe che si mescola con il cielo e il mare.
case di pietra gialla in primo piano e riccioli biondi che ho immaginato senza sapere a chi appartengono.
perché la noia non mi tocchi
penso la mia schiena sotto i tuoi occhi
e al bacio che rubo dalle parole,
nella penombra uno squarcio di sole
senta, mi potrebbe fare un preventivo? se è tutto a posto in giornata lo rispedisco firmato.
ieri notte la bustina di gmail era blu, la notte prima lui in bianco e nero nei panni di antonioni e intrecci di amori vuoti, come se il cuore aspettasse mille risposte
ma tu non vuoi le mie risposte, tu non fai neanche domande, tutto è come prima, se non più distante, come fosse stato uno scherzo dell’immaginazione. magari per buona parte è davvero così, difficile capire. chiederò al coniglio bianco, o al procione rosa. oppure meglio non chiedere niente, forse era tutta una recita e io sono facilmente suggestionabile.
tu dici facilmente stuzzicabile e io allora vorrei ricominciare da capo, magari dopo aver imparato a fare la ragazza enigmatica. non voglio essere crocifissa su un’unica parola spietata.
la soluzione è semplice, hanno ragione loro, dovrei cercare altrove. basta con questo mordi e fuggi.
e poi cosa resta, la visione dei tuoi occhi virata di seppia, i colori un po’ alterati come le foto di quando eravamo bambini. tu che parli e parli e io quasi non ti ascolto, ti guardo e basta, a pancia un giù mentre il ricordo sfuma i contorni. nessun suono, solo i tuoi occhi dritti nei miei. nessuna voglia di andare via.
mi sto appena disintossicando dalla trascrizione di sms
non posso intossicarmi di nuovo con un Quaderno delle Telefonate!

