La gente che scompare ricompare insidiosamente di notte. Ieri è stato il turno della mia amica Rosa. Al suo matrimonio non c’era neppure un bicchiere di rosso per brindare e allora tenevo il broncio. Poi la cerimonia in un luogo remoto da Libro della Giungla, proprio come nelle illustrazioni, il serpentone gigante acquattato nell’erba e tante altre creature strane e animaletti immobili come stampati.
Che i sogni con “tanto amore e tanta lingua” non siano i miei mi fa solo sentire bene. Anche se è carino ritrovare la mia macchina e i miei modi nelle notti altrui, come a dire “sognami pure tu, che io proprio non posso”.