La gente che scompare ricompare insidiosamente di notte. Ieri è stato il turno della mia amica Rosa. Al suo matrimonio non c’era neppure un bicchiere di rosso per brindare e allora tenevo il broncio. Poi la cerimonia in un luogo remoto da Libro della Giungla, proprio come nelle illustrazioni, il serpentone gigante acquattato nell’erba e tante altre creature strane e animaletti immobili come stampati.
Che i sogni con “tanto amore e tanta lingua” non siano i miei mi fa solo sentire bene. Anche se è carino ritrovare la mia macchina e i miei modi nelle notti altrui, come a dire “sognami pure tu, che io proprio non posso”.
il libro dei sogni14 November 2007 11.15
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L’inconscio non sbaglia (quasi) mai.
Il serpente è da sempre espressione della forza cretarice del sesso.
Vale a dire la manifestazione simbolica delle pulsioni interiori, dei desideri che, però, si avviluppano su sè stessi come (le sue) spire.
Dal momento che i desideri, se non soddisfatti, generano conflitti interiori…sta a noi incanalarli nel giusto verso.
…ed io che volevo solo augurarti una buona domenica ;-)
nick/nicola
Comment by Anonymous — 18 November 2007 @ 10.24