una canzone in sottofondo e le montagne davanti, il sole di lato le colora di tante sfumature e io penso come sarebbe farne un acquerello e immagino con il pennello di colorarle come le colora il sole, di azzurro e rosa e lilla e quel grigio dolce… dipingo le mie montagne mentre guido, visualizzo ogni pennellata, fino a quando svolto a destra e non sono più davanti a me. a lato della strada un groviglio scuro, penso allora agli scarabocchi dei miei pensieri, questo però è meno spigoloso. hanno ripulito le viti che sfilano scheletriche lungo la collina.
si potrà fare la potatura degli scarabocchi? mica si può sempre accumulare grovigli
oggi invece le montagne sono una sagomina piatta di cartone grigio, nessun colore, nessuna profondità. i colori invece non mancano alla catena montuosa che mi aspetta a casa, sul pavimento. dopo i periodi di “vitaccia” mi ritrovo con una tale mole di roba da lavare che ancora mi meraviglio ce ne sia dell’altra pulita con cui ci vestiamo. ora la montagna di colori chiari gira nella lavatrice, poi sarà il turno della minacciosa montagnona scura…

