arcobaleni a forma di palloncini ondeggiavano nell’aria, si impigliavano tra i rami. quando esco io però viene buio presto e non faccio in tempo a fare nessuna foto.
il ragazzo con le mani tatuate “odio - amore” mi consegna cartine, tabacco e sei pastigliette bianche “occhio che queste due hanno il mercurio-cromo”. mi giro verso di te, ti chiedo con gli occhi e mi rispondi “ennò dai!”, ti supplico scherzosamente e mi stringo al tuo ginocchio.
allora ci spostiamo vicino all’albero, io ho confuso tutte le sei pastiglie nel pugno della mano, le guardo e ti chiedo “ma cos’è il mercurio-cromo?”, “maddai, tanto l’hai preso altre volte, no?”
io non lo so, io volevo solo una sigaretta!
ci mettiamo sotto la coperta, io divido le pastigliette e tu fai tutto questo rito di fabbricazione, intanto gli arcobaleno-palloncino volano via, uno esplode sull’angolo di un portafoto, fa lo stesso rumore di una bolla di sapone, però amplificato. cosa ci fanno delle foto incorniciate in aperta campagna?
lo spinello è pronto e suona la sveglia.
se l’avessi fumato sono certa avremmo fatto l’amore per tutta la notte, nell’erba con i vigneti intorno. invece è già mattina. tentenno un po’, ti guardo ma poi mi alzo e ti lascio lì con quella sigarettina strana in mano neppure accesa. quanto spreco.

