una volta credevo di averlo anch’io un numero per le chiamate di emergenza. anche due o tre. poi però qualcuno non risponde, oppure ti liquida con un sms, oppure dice esattamente le cose sbagliate.
tutta gente poco professionale. e infatti mica era a pagamento. certe cose non si dovrebbero affidare agli amici-gratis. vuoi mettere la sicurezza di un amico-a-pagamento?
ha ragione la r.i.
ora però che sono senza telefono non devo più preoccuparmi di tutto questo. e se mi viene in mente di chiamare qualcuno a mezzanotte e quaranta mi limito a pensarlo e continuo a leggere il mio libro. relax.
il quadernetto dei pensieri29 April 2008 13.29
5 Commenti »
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:D molto divertente…davvero.
A tal proposito come diceva il proverbio…?
Gli amici sono come gli ombrelli…
Non so se pagare, però, sarebbe la soluzione che scherzosamente auspichi tu.
E’ vero, però, non ci sono mai quando li vorresti al fianco.
Di tanto in tanto, comunque, ci possono sorprendere con qualche gesto carino quanto inaspettato.
Il bello è questo…quando - raramente ne convengo - succede.
…
Non sarebbe male di tanto in tanto disintossicarsi dalla tecnologia.
Non riuscirei, però, a fare meno del cellulare…come ci riesci tu?
Forse il segreto sta nel leggere il libro giusto…
Che stai leggendo di bello tu…?
E, soprattutto, lo consigli anche a me?
*
Comment by nick/nicola — 29 April 2008 @ 16.06
Per mesi mi sono torturato - da quando conosco l’esistenza di questa bellissima stanza - cercando di ricordare una certa frase e, soprattutto, chi l’avesse scritta e in quale circostanza/libro.
Frase che esprime l’importanza dei sogni.
So d’essere io, questa volta, fuori tema :) ma mi piace riferirtela avendola finalmente ricordata: “Nell’ozio, nei sogni, la verità sommersa viene qualche volta a galla”.
Scritta da Virginia Wolf, poetessa inglese, nel libro “Una stanza tutta per sé” (neanche a farlo apposta…vedi).
Nei sogni c’è, molto spesso, tutto: il bello, il brutto, l’essere e il voler essere…
Sono decisivi, fondamentali…il cono - solo apparentemente in ombra - della vita.
Ma questo tu lo sai benissimo…*
Comment by nick/nicola — 29 April 2008 @ 16.22
il merito è della r.i. e dei suoi post geniali http://rent-girl.diaryland.com/080328_32.html
quella di “Una stanza tutta per sé” è una curiosa coincidenza scoperta cercando se questo posto segreto saltava fuori da qualche parte…
ora aspetto di incontrare quel libro per caso e cerco di non pensarci per non caricarlo troppo di aspettattive.
la verità che viene a galla è che sono ignorante come una capra. ahahah.
(che vergogna)
Comment by Tiz — 29 April 2008 @ 19.59
Io non credo che tu sia ignorante come dici.
Io credo che la cultura non si misuri certo con il numero dei libri letti, dei dischi ascoltati o dei film visti.
Anche perchè conosco moltissime persone che hanno letto molti libri, ascoltato molti dischi e visto tanti film…senza averli realmente letti, ascoltati o visti…cioè capiti.
Io, poi, distinguo fra erudizione (semplice accumulazione di prodotti culturali) e cultura (che invece è assimilazione intrinseca di quello che si è letto, ascoltato e visto).
…che, poi, c’è sempre qualcosa che non si conosce…dunque siamo tutti un po’ ignoranti…
Probabilmente la cultura conferisce un certo gusto a chi ne è dotato.
Ma anche il gusto non basta: occorre sensibilità, acume, curiosità nei confronti della più grande maestra di cultura che ci sia…la vita.
Doti queste ultime di cui tu abbondi.*
Comment by nick/nicola — 30 April 2008 @ 8.39
Per quanto riguarda La Wolf vorrei dirti che “Una stanza tutta per sé” è un bel saggio molto ricco di spunti di riflessione critica.
Te lo consiglio.
Non ti consiglio, invece, i romanzi.
Non che non siano degni d’esser letti…anzi…
Piuttosto, cupi ed introspettivi specchio d’una personalità complessa e molto triste quale la Wolf.
La mia insegnante d’inglese al ginnasio aveva una fissa per la scrittrice.
Ricordo che ci fece leggere “Gita al faro” in lingua.
Un’esperienza molto dura ;-)
Comment by nick/nicola — 30 April 2008 @ 9.09