ero veronica mars e mio padre era il doctor house, finivamo nei casini per via delle nostre investigazioni (perchè lui era il dottor house solo di faccia, ma nel sogno era davvero mio padre, cioè, quello di veronica mars) e legati ad una sedia ci controllavano il cervello. senza anestesia, con un coltello da tavola setacciavano tra la palpebra inferiore e il bulbo oculare. non faceva male, solo molta impressione.
loro chiedevano a mio padre
- ora dov’è lei?
- si è solo estraniata, ha paura, ma potete procedere
- e tu?
- io ormai sono abituato… eh i rischi del mestiere
io ho gli occhi all’indietro e ripeto un mantra che non mi ricordo, cercando il più possibile di portare la mia mente da un’altra parte
poi quando finivano i ricordi si ricreavano sui palmi delle mani, strato dopo strato tutto tornava a posto e infatti sentivo un gran calore, il mio palmo pulsava come incandescente ma a guardarlo sembrava appena arrossato