ero veronica mars e mio padre era il doctor house, finivamo nei casini per via delle nostre investigazioni (perchè lui era il dottor house solo di faccia, ma nel sogno era davvero mio padre, cioè, quello di veronica mars) e legati ad una sedia ci controllavano il cervello. senza anestesia, con un coltello da tavola setacciavano tra la palpebra inferiore e il bulbo oculare. non faceva male, solo molta impressione.
loro chiedevano a mio padre
- ora dov’è lei?
- si è solo estraniata, ha paura, ma potete procedere
- e tu?
- io ormai sono abituato… eh i rischi del mestiere
io ho gli occhi all’indietro e ripeto un mantra che non mi ricordo, cercando il più possibile di portare la mia mente da un’altra parte
poi quando finivano i ricordi si ricreavano sui palmi delle mani, strato dopo strato tutto tornava a posto e infatti sentivo un gran calore, il mio palmo pulsava come incandescente ma a guardarlo sembrava appena arrossato
il libro dei sogni4 June 2008 19.12
4 Commenti »
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Anche questa sembra la sceneggiatura di un (bizzarro) film di fantascienza: veronica Mars e il Dottor House against Aliens ;-)
Si scherza…però mi ha ricordato il plot di un albo di Dylan Dog “Terrore dall’infinito”.
Il primo episodio della “Trilogia Extraterrestre”.
Ciao*
Comment by nick/nicola — 6 June 2008 @ 12.27
però nel mio sogno non erano extraterrestri ma comuni “nemici”. ma forse neppure “cattivi”, solo altri buoni alla ricerca della verità
Comment by Tiz — 9 June 2008 @ 15.43
Chissà come si potrebbe interpretare questo sogno!
Comment by MrTree — 16 June 2008 @ 15.22
già, come?
intanto potrei fare ordine colmando alcune carenze, tipo cominciare a vedere veronica mars dalla prima serie. non posso stare tutta la vita con questa lacuna!
Comment by Tiz — 17 June 2008 @ 16.49