sono appena andata a confessarmi
mi sentivo in colpa da tanti giorni e oggi volevo rimediare
lei non ha un atteggiamento pietoso, è onesta e schietta. mi dice “è una questione di mentalità, di abitudini. non sono come le tende, o il piano cottura, quelli possono anche rimanere lì una settimana. i fiori no, ti devi ricordare di bagnare e concimare.”
piano cottura? what’s piano cottura? per un attimo penso a se l’ho mai pulito, ma non è il caso di star qui a specificare… l’idea invece delle tende la tengo ben lontana, tanto sono quasi appena messe, no? ho già delle rose moribonde per cui angustiarmi, vediamo di non esagerare.
va bene. quindi la pozione magica non c’è. perché non posso fargli fare un’indigestione dopo il digiuno, lo immaginavo…
il mio confessore è una signora bionda, anche se lavora in un consorzio agrario è sempre truccata e vestita carina. con la sua competenza sorridente mi infonde una nuova fiducia. arrivo addirittura a valutare l’idea di mettere la sveglia dieci minuti prima per annaffiare!! incredibile, per quel poco che sto lì ci credo veramente. penso che è gentile come fosse il personaggio di un telefilm. quasi quasi ci vorrei bere un tè assieme (che nei telefilm c’è sempre tempo di fermarsi a fare due chiacchiere, anche quando tutti sono di corsa, basta che sia scritto nella sceneggiatura. la mia sceneggiatura di oggi invece dice che io dovrei essere già in ufficio, così me ne vado di corsa, senza neppure chiudere la parentesi

