un uomo si suicida gettandosi dal balcone su un cespuglio di rose in fiamme. non è chiaro se la pianta fosse stata bruciata apposta o se fosse una casualità. gli inquirenti stanno indagando.
intanto la sua collezione di sassi è in mostra in una stanzetta al piano terra della sua abitazione, per tutti i curiosi e gli appassionati.

nell’ultimo sogno ci baciavamo!
baci innocenti, non temere… era un sogno proprio carino che quasi mi sfugge via
ingredienti:
- suicida dalla finestra su un cespiglio di rose in fiamme (!)
- soprabito scuro
- sassi neri e tondi e lisci da rubare
- libri di poesie in tasca
- poesie lette ad alta voce per la strada

noi passeggiamo lungo la stradina e andiamo a vedere quella casa come fosse un’attrazione turistica, è poco distante da casa mia, scendiamo la collina a braccetto allegri e contenti. quei sassi sono bellissimi e vorrei rubarne uno ma temo che mi vedano. tu però insisti e allora faccio del mio meglio, ma quello che mi ritrovo in mano non è un sasso levigato ma un coccio nero, chissà… ci restiamo un po’ male ma poi non ci pensiamo più.
riprendiamo la nostra passeggiata, tu indossi un soprabito scuro, leggero e stropicciato (come l’impermeabile del tenente Colombo, se non fosse per il colore) hai libri di poesie nelle tasche e a un certo punto ne estrai uno e leggi. ma così improvvisamente, mentre camminiamo. io sono un po’ distratta, non ti seguo e tu ti arrabbi e non vuoi parlarmi più. maddai, non fare così. un bacetto sulle labbra e le cose si aggiustano un po’, insisto ancora perché tu riprenda a leggere ma fai il difficile. qualche altro piccolo bacio e sorrisi e giustificazioni… finalmente ritorni di buonumore, apri a un’altra pagina e riprendiamo a camminare mentre tu leggi col braccio sinistro teso a tenere ben davati il testo, e io aggrappata al tuo braccio destro, attentissima e felice.


*** ok, ti aspetto qui… ma quando arrivi?