quella luce chiara non è la luna ma l’insegna di una gru alta nel buio. e poi passare veloci affianco al pioppeto… spaventa sempre un po’ l’allineamento innaturale dei tronchi. ma è stata così una bella serata, non voglio stupide ombre a offuscarla. giro lo sguardo per sfuggire alle paure irrazionali e i miei occhi incontrano i tralicci. maledetti! quelli grandi con due braccia! si vedono appena in lontananza e poi arrivano vicino. ne supero uno ne supero due… ma sono tanti! tutti in fila contro di me! e poi l’arco arancione di un sottopassaggio!!! e i tralicci affianco minacciosi!
se fossi più grave avrei bisogno di respirare in un sacchetto. invece tiro in parte dalla fronte capelli che sono già a lato mentre riempio bene i polmoni e soffio fuori veloce, e poi a casa tisana rilassante prima di dormire.
niente sogni da ricordare. nessun pericolo da dichiarare.
e ancora una volta mi compari nei sogni. lo canta anche giulio casale, un brano che forse è gaber ma non so.
lontananza e distacco. una lettera da consegnare a fine vacanza è la trovata “carina” degli animatori, ma quella busta che apro e richiudo fino a sgualcirla non raggiungerà mai il suo destinatario.
ti guardo da lontano, non ci parliamo neppure
eppure
c’è una sorta di serenità rassegnata, come se l’avessi già saputo. è un viaggio inutile, la corriera, gli amici, le soste al bar… anche se tutto sembra divertente e simpatico. ci separiamo senza salutarci, come vecchi conoscenti che non si vedono da troppo tempo. la confidenza dimenticata in un angolo. i pensieri ognuno ha imparato a tenerli per sè.
e lui che mi parla di te. e tu che parli con lei…
me ne torno a casa sola. come fosse stata una gita di fantasmi. sbircio nelle stanze dei nuovi vicini, sono una ladra in perlustrazione. doveva essere casa nostra e invece niente, hanno ragione loro, mobili brutti e finiture scadenti al posto dei miei scatoloni di ricordi e progetti.
la canzone era bella bella. il sogno invece troppo amaro.
mi venivi a trovare, si rideva si scherzava, e io rubavo teneri baci alla tua bocca.
baci innocenti e amichevoli. come tenerezza senza implicazioni.
le tue labbra erano morbide e dolci che sembravano fatte apposta per quei piccoli baci, non si poteva farne a meno. come di fronte a certe rose viene spontaneo avvicinarle per apprezzarne il profumo.
questi baci capitano sempre più spesso nei miei sogni (così anch’io adesso ho un sogno ricorrente da dire a marzullo), tu però eri perplesso, come non abituato. porgevi la guancia e io mi appoggiavo sulle labbra. e tu mi guardavi come senza capire e io sorridevo senza parlare.
e poi si rideva e si scherzava.
e la ragazzina con l’aria scontrosa che passa per la strada è la mia nuova amica. accompagnata da mamma e sorella probabilmente di ritorno dallo shopping. è la versione teppista della ragazza del libro, dice che ha dei filmati porno su di me e li proietta sul muro. ma sono io solo all’inizio e tutte le altre scene sono inventate. tu non sai se crederci, io non ci faccio troppo caso, è un bel montaggio però, immagini sfocate e sovrapposte come lenzuola in un’aria acquatica e corpi che si vedono appena.
Because the night…


