e ancora una volta mi compari nei sogni. lo canta anche giulio casale, un brano che forse è gaber ma non so.
lontananza e distacco. una lettera da consegnare a fine vacanza è la trovata “carina” degli animatori, ma quella busta che apro e richiudo fino a sgualcirla non raggiungerà mai il suo destinatario.
ti guardo da lontano, non ci parliamo neppure
eppure
c’è una sorta di serenità rassegnata, come se l’avessi già saputo. è un viaggio inutile, la corriera, gli amici, le soste al bar… anche se tutto sembra divertente e simpatico. ci separiamo senza salutarci, come vecchi conoscenti che non si vedono da troppo tempo. la confidenza dimenticata in un angolo. i pensieri ognuno ha imparato a tenerli per sè.

e lui che mi parla di te. e tu che parli con lei…
me ne torno a casa sola. come fosse stata una gita di fantasmi. sbircio nelle stanze dei nuovi vicini, sono una ladra in perlustrazione. doveva essere casa nostra e invece niente, hanno ragione loro, mobili brutti e finiture scadenti al posto dei miei scatoloni di ricordi e progetti.

la canzone era bella bella. il sogno invece troppo amaro.