e ancora una volta mi compari nei sogni. lo canta anche giulio casale, un brano che forse è gaber ma non so.
lontananza e distacco. una lettera da consegnare a fine vacanza è la trovata “carina” degli animatori, ma quella busta che apro e richiudo fino a sgualcirla non raggiungerà mai il suo destinatario.
ti guardo da lontano, non ci parliamo neppure
eppure
c’è una sorta di serenità rassegnata, come se l’avessi già saputo. è un viaggio inutile, la corriera, gli amici, le soste al bar… anche se tutto sembra divertente e simpatico. ci separiamo senza salutarci, come vecchi conoscenti che non si vedono da troppo tempo. la confidenza dimenticata in un angolo. i pensieri ognuno ha imparato a tenerli per sè.
e lui che mi parla di te. e tu che parli con lei…
me ne torno a casa sola. come fosse stata una gita di fantasmi. sbircio nelle stanze dei nuovi vicini, sono una ladra in perlustrazione. doveva essere casa nostra e invece niente, hanno ragione loro, mobili brutti e finiture scadenti al posto dei miei scatoloni di ricordi e progetti.
la canzone era bella bella. il sogno invece troppo amaro.


Tu finisci la sceneggiatura che per produrre questo film qualcuno di certo lo troveremo.
Meraviglioso*****
Comment by nick/nicola — 25 September 2008 @ 13.12
eheh, magari! e alla regia chi mettiamo?
Comment by Tiz — 26 September 2008 @ 8.26
Tiz, dipende da che taglio vogliamo dare alla storia.
Io scarterei David Lynch, per esempio, anche se so che lo apprezzi. Grandissimo, per carità, ma troppo oscuro ed ambiguo.
Io avevo in mente qualcosa di più romantico, sognante e allo stesso tempo divertente.
Qualcosa di tizziesco, insomma.
Avrei pensato al regista più pop e creativo di questi anni.
L’erede di Truffaut: Michel Grondy.
E, d’altronde, chi potrebbe rappresentarti meglio di uno che ha scritto “L’arte del sogno”?
*****
Comment by nick/nicola — 26 September 2008 @ 9.56
niente Lynch, concordo, ma neppure Grondy mi convince… (proprio per “L’arte del sogno” che, pur avendo tanti particolari deliziosi, avrei trovato più giusto intitolare “La malattia del sogno” e a tratti mi faceva venire la claustrofobia. ho amato molto di più “Eternal sunshine of the spotless mind”)
chi è l’erede di Rohmer?
che a lui non oserei chiedere, ho visto una foto recente e assomiglia troppo al mio ex-parroco (con tutto il rispetto per entrambi)
Beni dice che la protagonista dev’essere Anouk Aimee…
Comment by Tiz — 26 September 2008 @ 10.44
Non vedo molti eredi di Rohmer in giro ed in generale non è che ci siano tantissimi registi che s’ispirino alla nuovelle vague tranne Grondy…per l’appunto che s’ispira molto ai registi di quel periodo: Truffaut, Resnais ed anche Godard.
Rohmer ha un tratto finissimo.
E’ molto elegante anche se, a volte, tende ad essere un po’ lezioso ed insistito sui dialoghi.
Una cosa minimalista come “Pauline alla spiaggia”?
Secondo me un film tizziesco deve avere anche qualcosa di pop, di sbarazzino.
A me piace tantissimo Fanny Ardant.
Comunque…anche tu andresti benissimo come interprete di ciò che hai scritto ;-)
*
Comment by nick/nicola — 26 September 2008 @ 11.43
Ci sono: il regista dovrebbe essere Philippe Garrel autore del meraviglioso http://it.wikipedia.org/wiki/Les_Amants_r%C3%A9guliers
Ciao*
Comment by nick/nicola — 26 September 2008 @ 12.03