il libro dei sogni5 December 2008 20.07

magnetico tu. io riesco anche a starti alla larga e ti lascio sulla sdraio tra le piante verdi del portico. tranquillo sotto il sole, gli occhi chiusi e un sorriso appena accennato. ma tranquillo non è la parola giusta. magnetico sì. perché appena mi avvicino non è più possibile allontanarsi. la tua bocca, la tua saliva. non si può rinunciare. malgrado lo sguardo degli altri, malgrado tutto.
mi accusi di trascurarti ma è solo un tentativo per resisterti, lo sai. poi arriva lei, gambe abbronzate e passo sicuro. e la festa prende piede, giochi in piscina e il frisbee che fa volute incredibili, lei ha un costume a fascia con le bretelline e i seni perfetti ondeggiano nell’acqua. vi osservo dal terrazzo e il frisbee mi gira intorno, il tuo sorriso splende verso di me. ricambio da lontano ma a malincuore devo andare via, mille cose da fare.

poi in città c’è un ponte claustrofobico sull’acqua e persone che si uccidono proprio lì oltre le paratie di cemento. e io dovrei entrare in quel piccolo tunnel buio con delle grate sull’acqua invece del pavimento? troppa paura, la mia nuova amica mi incoraggia a passare. quanta fatica per un aperitivo oh

il libro dei sogni18 November 2008 16.50

stanotte non volevano lasciarci fare l’amore
e pensare che ti eri fatto tutta la strada apposta!

tutta colpa delle mie presunte amiche, le avevo invitate alla festicciola nella mia villa, una bionda cantante lirica, lucy liu e un’altra tizia… forse si erano innamorate di te!
poi anche il gruppo musicale ci metteva una vita a sbaraccare, ed era come se ci fosse solo quell’unica notte! e questi non si schiodavano più!!
tu eri carinissimo! molto dolce e paziente
c’era anche un tuo amico, non parlavi molto e lui come per spiegarmi il tuo stato d’animo mi diceva “appena l’ho vista così, con tutto il mondo dentro” citando delle tue parole che avrebbero dovuto dire tipo che era stato per te un colpo di fulmine.
la casa credo fosse dei miei, una villa moderna con questo salone semi deserto tutto di vetrate a giorno che dava sul parco, due accoglienti divani
facevamo anche un ballo sai? dicevi un tango e invece era un valzer.

i sogni sembrano un territorio senza limitazioni, ma la verità è che avremmo potuto andarcene in ogni momento. sarebbe stato bello prendere e scappare e invece stavamo lì ad aspettare.
forse anche nei sogni è giusto che ci siano le cose che, non realizzate, per sempre si lasciano desiderare.

il quadernetto dei pensieri, il libro dei sogni21 September 2008 23.55

e ancora una volta mi compari nei sogni. lo canta anche giulio casale, un brano che forse è gaber ma non so.
lontananza e distacco. una lettera da consegnare a fine vacanza è la trovata “carina” degli animatori, ma quella busta che apro e richiudo fino a sgualcirla non raggiungerà mai il suo destinatario.
ti guardo da lontano, non ci parliamo neppure
eppure
c’è una sorta di serenità rassegnata, come se l’avessi già saputo. è un viaggio inutile, la corriera, gli amici, le soste al bar… anche se tutto sembra divertente e simpatico. ci separiamo senza salutarci, come vecchi conoscenti che non si vedono da troppo tempo. la confidenza dimenticata in un angolo. i pensieri ognuno ha imparato a tenerli per sè.

e lui che mi parla di te. e tu che parli con lei…
me ne torno a casa sola. come fosse stata una gita di fantasmi. sbircio nelle stanze dei nuovi vicini, sono una ladra in perlustrazione. doveva essere casa nostra e invece niente, hanno ragione loro, mobili brutti e finiture scadenti al posto dei miei scatoloni di ricordi e progetti.

la canzone era bella bella. il sogno invece troppo amaro.

il libro dei sogni11 September 2008 11.25

mi venivi a trovare, si rideva si scherzava, e io rubavo teneri baci alla tua bocca.
baci innocenti e amichevoli. come tenerezza senza implicazioni.
le tue labbra erano morbide e dolci che sembravano fatte apposta per quei piccoli baci, non si poteva farne a meno. come di fronte a certe rose viene spontaneo avvicinarle per apprezzarne il profumo.

questi baci capitano sempre più spesso nei miei sogni (così anch’io adesso ho un sogno ricorrente da dire a marzullo), tu però eri perplesso, come non abituato. porgevi la guancia e io mi appoggiavo sulle labbra. e tu mi guardavi come senza capire e io sorridevo senza parlare.
e poi si rideva e si scherzava.

e la ragazzina con l’aria scontrosa che passa per la strada è la mia nuova amica. accompagnata da mamma e sorella probabilmente di ritorno dallo shopping. è la versione teppista della ragazza del libro, dice che ha dei filmati porno su di me e li proietta sul muro. ma sono io solo all’inizio e tutte le altre scene sono inventate. tu non sai se crederci, io non ci faccio troppo caso, è un bel montaggio però, immagini sfocate e sovrapposte come lenzuola in un’aria acquatica e corpi che si vedono appena.

Because the night…

il libro dei sogni25 July 2008 17.21

un uomo si suicida gettandosi dal balcone su un cespuglio di rose in fiamme. non è chiaro se la pianta fosse stata bruciata apposta o se fosse una casualità. gli inquirenti stanno indagando.
intanto la sua collezione di sassi è in mostra in una stanzetta al piano terra della sua abitazione, per tutti i curiosi e gli appassionati.

nell’ultimo sogno ci baciavamo!
baci innocenti, non temere… era un sogno proprio carino che quasi mi sfugge via
ingredienti:
- suicida dalla finestra su un cespiglio di rose in fiamme (!)
- soprabito scuro
- sassi neri e tondi e lisci da rubare
- libri di poesie in tasca
- poesie lette ad alta voce per la strada

noi passeggiamo lungo la stradina e andiamo a vedere quella casa come fosse un’attrazione turistica, è poco distante da casa mia, scendiamo la collina a braccetto allegri e contenti. quei sassi sono bellissimi e vorrei rubarne uno ma temo che mi vedano. tu però insisti e allora faccio del mio meglio, ma quello che mi ritrovo in mano non è un sasso levigato ma un coccio nero, chissà… ci restiamo un po’ male ma poi non ci pensiamo più.
riprendiamo la nostra passeggiata, tu indossi un soprabito scuro, leggero e stropicciato (come l’impermeabile del tenente Colombo, se non fosse per il colore) hai libri di poesie nelle tasche e a un certo punto ne estrai uno e leggi. ma così improvvisamente, mentre camminiamo. io sono un po’ distratta, non ti seguo e tu ti arrabbi e non vuoi parlarmi più. maddai, non fare così. un bacetto sulle labbra e le cose si aggiustano un po’, insisto ancora perché tu riprenda a leggere ma fai il difficile. qualche altro piccolo bacio e sorrisi e giustificazioni… finalmente ritorni di buonumore, apri a un’altra pagina e riprendiamo a camminare mentre tu leggi col braccio sinistro teso a tenere ben davati il testo, e io aggrappata al tuo braccio destro, attentissima e felice.


*** ok, ti aspetto qui… ma quando arrivi?

il libro dei sogni17 July 2008 20.18

vedo i capelli color miele dalla finestra dell’entrata, arriva in casa come una giornata d’estate improvvisa. è dolce ma veloce. mi fissa con occhi attenti e un po’ folli, pochi passi e sono già sua. ha la pelle chiara, le spalle magre. ondeggia contro di me fino a perdere il fiato, fino a perdere le sembianze umane. è un cigno bianco fra le mie gambe. è morbidezza spasmodica che non mi dà tregua. arriva negli angoli più segreti senza penetrare ed è un piacere che sembra non finire mai. poi mi lascia così sfatta e sazia, seduta per terra, appoggiata al muro della cucina, a ripensare al colore inafferrabile del suo sguardo… che prima avrei detto azzurro, poi verde, poi nocciola.

il quadernetto dei pensieri, il libro dei sogni7 July 2008 17.42

a me del mare me ne frega proprio poco. però oggi mi sembra davvero impagabile la bella musica in macchina, il sole che asciuga i pensieri, addosso solo costume e braghette, tra le gambe compilation e cd che hanno accompagnato la mia vita in questi trenta-quasi-quattro anni, da spulciare per i compiti a casa. e canzoni ormai lontane ma irrinunciabili da segnare a matita su questo foglio.

la musica è davvero bella (ancora?) ed è una compilation fatta apposta per me, ma per inserirne un pezzo dovrei barare. dov’ero io mentre i cure tormentavano il cuore di tanti?
Stanotte Funk animava la mia festa di compleanno, cantava esaltato con un lucidalabbra rossissimo che colava giù come sangue finto. Era bello e si agitava da una parte all’altra come una star. I miei parenti perplessi e spaventati, gli amici adottivi divertiti, i figli dei cugini incuriositi e affascinati sembravano pensare “c’è vita anche fuori dal pianeta”.

oggi invece è lunedì e firefox decide di semplificarmi la vita e mi perde mezze tab. e va bene, hai ragione tu. maledetti fardelli inutili.
Grandine grossa come uova di gallinella massacra le persiane dell’ufficio. se rompe anche il vetro io lo prendo come un invito, scappo dalla finestra e non torno più.

- a cosa stai pensando?
- a niente

stasera invece tocca fare alla vecchia maniera, caccio la testa in un libro e stop.

il quadernetto dei pensieri, il libro dei sogni1 July 2008 16.02

e così salta fuori che senza smalto sulle mani e senza trucco sugli occhi sembro una suora! e pensare che indossavo persino una delle mie magliette preferite. curioso. dici bene tu “meglio suora ieri che mignotta oggi”, l’ho capito solo il giorno dopo ma l’ho capito. però al prossimo teatro cosa mi metto? mica posso andare in giro “all-star e cosce di fuori” come quell’altra signorina.

il bilancio della serata sembra positivo: brillantini sul cuscino, un calice per brindare e il numero di telefono scritto di tuo pugno sulla faccia di morgan. anche fosse che non lo usassi mai, quella scena vale il prezzo del biglietto (che però era gratis, ma appena domenica erano quaranta euro per non vedervi, quindi ok)
certo potevamo andare al cimitero, e chissà quante altre cose potevano succedere, tipo che il mio telefono si trasformasse da zucca arancione a stellina blù, ma non ha troppa importanza.

il segreto è proprio quello. mezza bottiglia di rosso e tenersi per mano. certo poi a lei non sapevo cosa dire, c’era troppa luce sotto quei brutti neon. mi sembra bella, non so neppure perché, forse perché è semplice, come una gemma grezza, come i sassi belli che mi porto a casa quando vado in giro. e io non ho più domande da fare o cose da dire, me la terrei solo un po’ abbracciata, così senza motivo.

poi non ho capito perché dopo aver chiacchierato amabilmente mi devo beccare sogni di angoscia e pericolo. terremoto sotto i miei piedi e la montagna è un vulcano che incombe su casa mia. altro che grigliata estiva, tutti corrono dentro, nuvoloni di cenere grigia appena sopra la porta, trattengo il respiro e guardo che tutti siano in salvo. non era meglio la stuzzicanza e il mettersi a nudo quanto basta? cioè adesso non è che posso fare il giro della penisola per vedere se state tutti bene…

ho scoperto che il mio amico adottivo si nutre di stelline. non è meraviglioso?

il quadernetto dei pensieri, il libro dei sogni24 June 2008 9.11

da qualche giorno, se mi guardo allo specchio, per una frazione di secondo non mi riconosco. ma non sono diventata sting e neppure una supergnocca, ho solo tagliato i capelli troppo corti.
volevo scrivere della quiescenza del seme e del fascino della decomposizione ma è rimasto tutto lì, volevo pubblicare delle foto ma a farne quaranta tutte simili poi non sai quale scegliere, volevo dire che quando lasci il tuo diario in un posto dove lo possono leggere tutti, anche se lo fai consapevolmente, ti senti un po’ come in mutande
e hai paura di non scriverci più
ma mica parlo di me. io non tengo nessun diario, è chiaro.

stanotte ho fatto un bel sogno e c’eri tu. era da tantissimo! e quando sono venuta in ufficio avevo il cuore che mi batteva come fosse vero. cioè, il sogno era vero. però era un sogno. il corpo si sbaglia spesso, ma il buonumore gratis non si rifiuta mai.
ah, poi c’è l’amico adottivo. e io so già che quando se ne andrà saranno lacrime.

cerco su google informazioni sul moto circolare e i disturbi mentali ma non trovo niente, sarà mica che ho detto una cazzata??

mutandine di seta mutandine di cotone

il libro dei sogni4 June 2008 19.12

ero veronica mars e mio padre era il doctor house, finivamo nei casini per via delle nostre investigazioni (perchè lui era il dottor house solo di faccia, ma nel sogno era davvero mio padre, cioè, quello di veronica mars) e legati ad una sedia ci controllavano il cervello. senza anestesia, con un coltello da tavola setacciavano tra la palpebra inferiore e il bulbo oculare. non faceva male, solo molta impressione.
loro chiedevano a mio padre
- ora dov’è lei?
- si è solo estraniata, ha paura, ma potete procedere
- e tu?
- io ormai sono abituato… eh i rischi del mestiere
io ho gli occhi all’indietro e ripeto un mantra che non mi ricordo, cercando il più possibile di portare la mia mente da un’altra parte
poi quando finivano i ricordi si ricreavano sui palmi delle mani, strato dopo strato tutto tornava a posto e infatti sentivo un gran calore, il mio palmo pulsava come incandescente ma a guardarlo sembrava appena arrossato

il quadernetto dei pensieri, il libro dei sogni26 May 2008 18.05

lei mi voleva bene, anche se non l’avrebbe detto mai e mi ricordo sguardi e sorrisi appena accennati
poi io la abbracciavo, ed era uno scricchiolino, più di quanto avrei immaginato
allora mentre la tenevo stretta capivo che non era lei me eri tu.
era un sogno dolce, di quelli che ti svegli e il mondo sembra migliore.

funzionano così bene questi sogni che me ne prescriverei uno ogni notte, non come quello di sabato con mia nonna uccisa in giardino non so da chi e forse anche da me. colombo col suo blocchetto degli appunti mi avrebbe di certo scoperto, e io con l’agendina bianca nuova nuova non avevo nessun alibi. neppure righe o quadretti dalla mia parte. colombo sabato non c’era, forse perché c’è di domenica. sabato invece c’era alberto angela e parlava del mare. io vorrei snobbarlo ma lui conosce tutte le mosse: sabbie mobili, mont saint michel, creature degli abissi… quando mi sono svegliata invece c’era frida kahlo, più bella che nel suo autoritratto ma comunque interessante. e quando mi sono svegliata di nuovo c’era quello che non sapevo esistesse, il film l’avevo visto sempre tra un sonno e l’altro, ma era comunque inquietante. e lui dal vivo lo era di più. non tanto per il look “due facce” quanto per la lucidità delle sue affermazioni. “il mostro è in ognuno di noi, in alcuni si realizza in altri no”.

per fortuna la sera prima abbiamo aiutato il destino, questo dovrebbe riequilibrare un po’ le cose. aveva un sorriso bianchissimo anche se diceva “vita di merda” e non smetteva di ringraziarci. lo accompagnamo dai frati “pace e bene fratello, cerco da dormire per stanotte” ma lì accettano solo malati, all’ospedale idem, spero che almeno all’albergo da 15 euro abbia trovato rifugio.
mi stringe la mano
- gracie gracie gracie
- ma almeno dimmi il tuo nome
- destiny
- destiny come destino?
lo guardo negli occhi come a chiedergli se per caso avesse qualche rivelazione da farci.
fa un certo effetto, in una serata “remake”, dopo che hai trovato posto allo stesso tavolo di tanti anni fa.
destino. che poi, ma se era cattolico, non avrebbe dovuto chiamarsi provvidenza?


(neppure righe o quadretti dalla mia parte, ma petali luminosi qualche giorno dopo)

il libro dei sogni20 May 2008 16.55

un bacio lungo e appassionato. di quelli che ti riempiono la bocca e il cuore, di quelli che è come fare l’amore anche se hai tutti i vestiti addosso. i corpi appiccicati uno contro l’altro sull’angolo della casa e una pennellata di rose che ci girano intorno rosse come il sangue, rosse come il mio rossetto. è un rossetto ultra resistente, messo così largo da arrivare fino al mento, a dirlo sembra una cosa grottesca ma lì sotto le rose e il sole è tutto perfetto. è tutto solo un bel bacio. o era solo un test di durata del rossetto? resiste davvero tantissimo, forse dovremmo baciarci ancora. e ancora e ancora. se non fossimo solo amici direi che è l’amore della mia vita.
invece poi è sera e di sera arrivavi tu, solo di passaggio per una notte. io non ti ho mai incontrato, allora sto seduta sulle scale e ti guardo, osservo la barba incolta, gli occhi, i capelli scomposti e capisco che non sei tu. hai mandato un tuo amico, io gli dico che non è te e lui mi risponde “no ma potrei esserlo”. ma il suo sorriso sornione non mi fa nessun effetto. mi alzo delusa anche se già lo sapevo, è solo l’ennesimo appuntamento mancato.

il quadernetto dei pensieri, il libro dei sogni29 April 2008 18.01

la verità è che leggo troppo poco, il più delle volte mi ricoglionisco davanti alla tivù per poi sentirmi in colpa per essermi rincoglionita davanti alla tivù invece di fare tutte le cose meravigliose che si possono fare nel tardo dopocena notturno, tipo… fare una lavatrice? stendere una lavatrice? stirare due camicie?
stirare due camicie mette davvero a posto la coscienza. ma è talmeeente difficoltoso iniziare che di solito si preferisce stordire la coscienza a colpi di porta a porta.
è una brutta cosa, lo so.
la macchina fotografica si sta spezzando in due. da non crederci. la crepa gira tutto intorno, come un’incubo. invece stanotte ho sognato che mi riportavano la borsa. non poteva essere l’inverso?

il libro dei sogni21 April 2008 15.52

e infatti poi ti ho sognato. avevo una camera provvisoria a casa dei miei, praticamente in giardino e senza tetto o recinzione, così se volevo riposare di giorno c’era la gente che andava a passeggio e mi vedeva. avrebbero potuto anche piantarmi un coltello nella schiena! sarà meglio chiedere a papà se ci mette almeno una rete o una staccionata…
ma il bello di quel letto erano i cassetti. scoprivo che uno era in comunicazione con te. quindi se anche era troppo tardi per mandarti il mio regalo non serviva aspettare di vedersi, lo potevo mettere lì e tu l’avresti trovato subito. come una cartella condivisa, come il pass del ristorante dei nonni (un mini montacarichi che faceva arrivare la pastasciutta per noi al piano di sopra), come il congelatore del baffuto cuoco findus che sceglie i gamberetti per le linguine dei quattro salti e magicamente arrivano nel congelatore di casa tua. come tutte queste cose ma ancora più semplice. un cassetto di legno. lo aprivo io seduta sul letto, lo aprivi tu da qualche altra parte come fossi semplicemente al di là del muro. certo bisogna stare attenti a cosa ci si mette dentro, tipo trovo alcune tue email, sono stampate in bianco su elegante carta nera, ci dò un’occhiata ma forse non sono per me. noto meravigliata che non è fastidioso leggerle, come invece di solito i testi in negativo. rimetto tutto a posto e mi addormento col sorriso, che bella scoperta quel cassetto.

il libro dei sogni29 December 2007 20.55

arcobaleni a forma di palloncini ondeggiavano nell’aria, si impigliavano tra i rami. quando esco io però viene buio presto e non faccio in tempo a fare nessuna foto.
il ragazzo con le mani tatuate “odio - amore” mi consegna cartine, tabacco e sei pastigliette bianche “occhio che queste due hanno il mercurio-cromo”. mi giro verso di te, ti chiedo con gli occhi e mi rispondi “ennò dai!”, ti supplico scherzosamente e mi stringo al tuo ginocchio.
allora ci spostiamo vicino all’albero, io ho confuso tutte le sei pastiglie nel pugno della mano, le guardo e ti chiedo “ma cos’è il mercurio-cromo?”, “maddai, tanto l’hai preso altre volte, no?”
io non lo so, io volevo solo una sigaretta!

ci mettiamo sotto la coperta, io divido le pastigliette e tu fai tutto questo rito di fabbricazione, intanto gli arcobaleno-palloncino volano via, uno esplode sull’angolo di un portafoto, fa lo stesso rumore di una bolla di sapone, però amplificato. cosa ci fanno delle foto incorniciate in aperta campagna?
lo spinello è pronto e suona la sveglia.
se l’avessi fumato sono certa avremmo fatto l’amore per tutta la notte, nell’erba con i vigneti intorno. invece è già mattina. tentenno un po’, ti guardo ma poi mi alzo e ti lascio lì con quella sigarettina strana in mano neppure accesa. quanto spreco.

il quadernetto dei pensieri, il libro dei sogni26 December 2007 12.48

una carezza sotto il tavolo
come arrivasse adesso.
nei sogni mi ami
e quando mi sveglio non ci sei.
c’è una giornata piena di sole,
sole e solitudine
e le rose che fioriscono anche d’inverno
senza che nessuno ci faccia caso

il libro dei sogni14 November 2007 11.15

La gente che scompare ricompare insidiosamente di notte. Ieri è stato il turno della mia amica Rosa. Al suo matrimonio non c’era neppure un bicchiere di rosso per brindare e allora tenevo il broncio. Poi la cerimonia in un luogo remoto da Libro della Giungla, proprio come nelle illustrazioni, il serpentone gigante acquattato nell’erba e tante altre creature strane e animaletti immobili come stampati.
Che i sogni con “tanto amore e tanta lingua” non siano i miei mi fa solo sentire bene. Anche se è carino ritrovare la mia macchina e i miei modi nelle notti altrui, come a dire “sognami pure tu, che io proprio non posso”.

il libro dei sogni1 November 2007 23.13

tu eri gentile come sempre, ma non si capiva se ti importasse veramente o se essere gentili fosse solo un modo diverso di vestire la propria indifferenza.
già ce l’avevi detto, le persone per te non sono importanti, non contano nulla. in che senso nulla? difficile da capire, ma quando la regia ci mostra le cose dal tuo punto di vista, è lampante. anche nella scena dell’abbraccio stringi il vuoto, ci sono i vestiti, certo, e il fermaglio dei capelli che galleggia nell’aria davanti ai tuoi occhi mentre chini la testa amorevole.
le persone per te sono niente.
io mi rammarico come se fosse una malattia che non hai scelto. non so se è così, continuo a camminarti affianco.

il quadernetto dei pensieri, il libro dei sogni4 September 2007 10.33

ieri notte la bustina di gmail era blu, la notte prima lui in bianco e nero nei panni di antonioni e intrecci di amori vuoti, come se il cuore aspettasse mille risposte
ma tu non vuoi le mie risposte, tu non fai neanche domande, tutto è come prima, se non più distante, come fosse stato uno scherzo dell’immaginazione. magari per buona parte è davvero così, difficile capire. chiederò al coniglio bianco, o al procione rosa. oppure meglio non chiedere niente, forse era tutta una recita e io sono facilmente suggestionabile.
tu dici facilmente stuzzicabile e io allora vorrei ricominciare da capo, magari dopo aver imparato a fare la ragazza enigmatica. non voglio essere crocifissa su un’unica parola spietata.

la soluzione è semplice, hanno ragione loro, dovrei cercare altrove. basta con questo mordi e fuggi.

e poi cosa resta, la visione dei tuoi occhi virata di seppia, i colori un po’ alterati come le foto di quando eravamo bambini. tu che parli e parli e io quasi non ti ascolto, ti guardo e basta, a pancia un giù mentre il ricordo sfuma i contorni. nessun suono, solo i tuoi occhi dritti nei miei. nessuna voglia di andare via.

il libro dei sogni6 July 2007 12.12

neppure mi telefoni e allora mentre sei al lavoro vado a trovare qualcuno, è solo e non sta molto bene, ma niente di grave, potrebbe essere una scusa per farsi coccolare.
dobbiamo anche sbrigare alcune faccende lavorative, la foto poco adatta di un ragazzo di colore, fai il razzista ma è solo per scherzo, ridiamo assieme ma mentre parliamo inizio a baciare lui. le imprevedibili riunioni di lavoro nella sala da pranzo dei miei. sono baci morbidi, sorridendo, labbra fresche come il primo gelato delle vacanze. fuori dal finestrone ninfee e fior di loto splendenti nella luce bianca dell’estate e tu in controluce, ci guardi un po’ interdetto “ma avete intenzione di continuare a lungo? scusate eh…” forse sei un po’ geloso anche se sai che è solo un gioco.
resta il problema della foto da impaginare, i testi piccoli da aggiungere che non si leggono.
verso sera nel cortile della scuola media c’è un concorso, un concorso improvvisato o di cui mi ero dimenticata, per fortuna ho in borsa mascara e matita nera. la matita avrebbe bisogno di una temperata, riesco a malapena a farci qualcosa, altro che Trucco da Procione. Il mascara incurvante invece dà grande soddisfazione e mi osservo con delle ciglia spaventose come quelle degli spot. sono senza occhiali e ci vedo benissimo.
poi devo andare in bagno, una ragazza strafiga mi cede gentilmente il posto. credo sia una modella, ha gambe lunghe e capelli lisci miele scuro che risplendono ad ogni movimento. il bagno è senza porta, nascosto alla fine di un piccolo corridoio a chiocciola, come quella doccia di design. poi però quella cretina mi spia dall’alto, io cerco di picchiarla con il mio portatile e lei scappa via ridacchiando. uffa, la pipì ancora da fare… e va bene, mi alzo!